Fiorella Rubino lancia ‘Stile libero’, nuova campagna di comunicazione

Stile libero e shape diversity. Sono questi i concetti e le parole chiave che Fiorella Rubino, brand di Miroglio Fashion per le donne curvy, ha scelto per la sua nuova campagna di comunicazione. “Vogliamo invitare tutte le donne a vivere liberamente la moda, esprimendosi indipendentemente dalle loro forme e dalla loro taglia, per raccontarsi con il loro stile”, ha spiegato Anne van Merkensteijn, brand director della società nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Milano, nello show room del gruppo.

A dare lo spunto per il lancio della campagna – che prende il via, non a caso, l’8 marzo – la presentazione di una ricerca, commissionata dallo stesso brand, che vuole mettere a fuoco in rapporto delle donne con il proprio fisico, i canoni di bellezza e soprattutto la moda.

Nella foto, da sinistra Elisa D’Ospina, Francesco Morace, Anne van Merkensteijn, Laura Campanbello e Cinzia Malvini

Realizzato da Gfk Italia su un campione di 1000 donne e 200 uomini, lo studio ha svelato come nell’immaginario comune si stia incrinando l’idea che la bellezza sia necessariamente da associare alla magrezza. Per gli italiani infatti la donna ideale è una taglia 44, seguita dalla 46. Relegata sul gradino più basso del podio la 40-42.

“Pur sapendo che le taglie 44 e 46 sono tra le più vendute, siamo rimasti sorpresi nel vedere che quelle misure siano entrate nell’immaginario comune come modello”, ha spiegato van Merkensteijn, che nella presentazione della ricerca è stata affiancata dal sociologo Francesco Morace, dalla filosofa Laura Campanello, dalla modella e presentatrice Elisa D’Ospina, in un dibattito moderato dalla giornalista di moda Cinzia Malvini.

Le curvy, secondo gli intervistati, sono allegre (83% uomini e 86% donne), belle (78% uomini e 85% donne), materne (77% uomini e 91%).  “Rispetto a 20 anni fa ci siamo anche accorti di come il linguaggio si sia addolcito e da espressioni come ‘taglie forti’ o ‘conformate’ siamo passati a ‘curvy’, con una accezione positiva”, ha continuato la manager, rilevando però come sul tema peso e taglie resistano ancora alcune percezioni negative.
Ad esempio, secondo la ricerca, il 73% delle donne percepisce e patisce l’esistenza dello stereotipo ‘donna fisicamente perfetta uguale donna magra’, molto più degli uomini (60%), così come è maggiormente pronunciata nel sesso femminile l’attenzione per il peso e la bilancia, al punto che 4 donne su 10 sono a dieta (contro il 29% degli uomini).
Inoltre, nonostante le valutazioni sull’aspetto fisico sia importante per entrambi, le donne tendono a sentirsi più giudicate per la loro forma rispetto agli uomini (51% contro 49%). E sono anche le prime giudici di se stesse (47% rispetto al 39%).

(La conclusione della conferenza)

Insomma, se da una parte la donna sta imparando a vivere le proprie forme liberamente, dall’altro continua a dover fare i conti con barriere e luoghi comuni, per scardinare i quali anche le case di moda – che la ricerca individua insieme ai media come le principali responsabili per l’equazione ‘bellezza uguale magrezza’ – sono chiamate a fare di più, considerando anche che il 77% delle intervistate ritiene limitata l’offerta di abbigliamento per chi ha qualche chilo in più.

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