De Puyfontaine: per Tim c’è un piano epocale. L’intesa Vivendi-Mediaset progetto stretegico che oggi avrebbe molto senso

“L’accordo tra Vivendi e Mediaset adesso non ha alternative. Un accordo avrebbe molto senso. Il progetto strategico ha ancora più valore adesso che quando l’avevamo proposto”. Ad affermarlo il presidente di Tim, Arnaud de Puyfontaine, in un’intervista al Messaggero, nella quale ha parlato ad ampio raggio dei principali temi che riguardano la presenza di Vivendi in Italia.

“Per Tim c’è un piano epocale” che “è stato approvato all’unanimità dal board. Dunque saremo compatti nel sostenerlo, con la convinzione che sia quello giusto”, ha spiegato il manager, ribadendo come non sia preoccupata dal recente ingresso della compagine societaria della telco del fondo americano Elliott.

Arnaud de Puyfontaine (foto Olycom)

“La strategia di Tim è stata perfezionata con un obiettivo preciso: permettere alla società di giocare un ruolo da protagonista quale alternativa europea nella convergenza tra reti e contenuti, rispetto agli equilibri attuali dominati da player americani o asiatici”, ha spiegato de Puyfontaine, che oltre ad essere presidente di Tim, ricopre anche la carica di amministratore delegato di Vivendi.
“Il successo del piano dipenderà però da quanto rapidamente contenuti e reti cresceranno insieme. Tim e Vivendi in questa partita devono essere leader”, ha ribadito, non nascondendo che sul fronte della joint venture Tim-Canal+, “il progetto è in stand-by a causa di ritardi dovuti a formalità procedurali”.
“La strategia sui contenuti non cambia e la realizzazione della convergenza rimane per me una priorità”, ha detto ancora il manager. “Occorre tuttavia essere pragmatici, quindi per il momento procederemo con una partnership con Canal+ articolata su licenze, co-produzioni e un ruolo di advisory, con l’obiettivo di trasmettere competenze e know how per realizzare nuovi contenuti di qualità”.

Sullo scorporo della rete il manager ha detto: “La separazione societaria che proponiamo, in cui Tim continuerà a detenere il controllo al 100%, rappresenterà il migliore esempio in Europa in termini di parità di accesso e trasparenza”. Anche così può emergere valore”

Da ultimo un riferimento anche al tema del golden power, per cui Tim, in attesa della decisione finale, rischia una sanzione fino a 300 milioni. “Siamo profondamente convinti di aver agito in conformità alla legge e restiamo dunque fiduciosi che andremo verso una soluzione positiva per tutti”, ha detto de Puyfontaine, aggiungendo “riteniamo di non meritarla”.

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