Al Quirinale la Giornata Internazionale della Donna, quest’anno dedicata al tema ‘Donne e Costituzione’

Al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si è svolta la celebrazione per la Giornata Internazionale della Donna, quest’anno dedicata al tema ‘Donne e Costituzione’. La cerimonia, trasmessa dalle 11 su Rai 1 con la conduzione di Cristiana Capotondi, si è aperta con la proiezione del video “Donne e Costituzione” e l’intervento alla professoressa Linda Laura Sabbadini. L’attrice Valeria Solarino ha letto alcuni brani significativi di interventi delle onorevoli Angela Guidi Cingolani e Teresa Mattei e della senatrice Angela Merlin, in rappresentanza delle prime 21 donne elette alla Costituente. Spazio anche alla musica con la cantautrice Chiara Civello, accompagnata da un Trio d’archi di musiciste.

Maria Elena Boschi

Tra gli altri è intervenuta Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità, mentre superstar della mattinata è stato Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle.

Lilli Gruber con Luigi Di Maio

Prima della cerimonia il Presidente Mattarella ha premiato le scuole vincitrici del concorso “Le madri della Costituzione” promosso dal Miur.

Tutta al femminile, come di consueto, la Guardia d’Onore del Palazzo del Quirinale.

Nel corso del suo intervento il presidente Mattarella ha affermato: “Possiamo dirlo con forza nel settantesimo della Costituzione: le donne sono state artefici della Repubblica. E sono oggi artefici del suo divenire. La nostra comunità nazionale, il nostro modello sociale, le nostre stesse istituzioni non sarebbero quello che sono senza il contributo creativo, fondativo, delle donne italiane”.

“Le donne hanno saputo tenere ben in vista gli interessi generali, anche quando le dinamiche dei partiti inducevano alla contrapposizione e al conflitto. È un grande merito storico. Questa è stata una vocazione ricorrente della politica al femminile. Le donne parlamentari hanno, spesso, all’occorrenza, saputo intendersi; e operare, impegnarsi, battersi insieme. Credo che questo rappresenti una lezione repubblicana”.

“Persistono barriere da superare, squilibri da colmare, ma abbiamo sempre nuove prove di come le pari opportunità delle donne costituiscano uno degli antidoti più forti alle chiusure oligarchiche, all’immobilismo sociale, alle diseguaglianze economiche”, ha aggiunto ancora Mattarella. “La piena parità nel lavoro è un motore di sviluppo. La discriminazione, invece, ne costituisce un freno”. “Nei rapporti di lavoro, non può esserne mai messa in discussione la dignità”, ha ribadito, invitando a vigilare “per assicurare il rispetto delle norme. L’Italia non può permettersi di rinunciare alla ricchezza dell’apporto del lavoro femminile”.

 

“Oggi le donne sono più consapevoli. Più presenti e responsabili nella politica, nella cultura, nell’impresa, nella scuola, in tutti gli altri luoghi di lavoro. Non ancora quanto dovrebbero, e quanto sarebbe utile. Ma l’8 marzo ricorda alla coscienza, e alla cultura, del popolo italiano la centralità della questione femminile. Una questione a cui l’intera società è chiamata a dare una risposta all’altezza della libertà e della dignità che la nostra Costituzione ci ha fatto raggiungere”, ha concluso.

 

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