Il Chicago Tribune punta sul digitale. L’editore promette migliori condizioni economiche e di lavoro

Il gruppo Tronc vuole diventare un’azienda editoriale “veramente focalizzata sul digitale”. Così il presidente Tim Knight in una comunicazione interna resa nota da Poynter. “Per avere successo come leader digitali nel nostro mercato di riferimento”, scrive Knight, “sappiamo bene quanto sia importante remunerare le nostre redazioni per i loro prodotti di qualità, assumere nuovi talenti e formare i nostri giornalisti per eccellere sulle nuove piattaforme”.

chicago tribune tronc

Chicago Tribune (Foto Ansa)

L’editore del Chicago Tribune è, pertanto, al lavoro da oltre un anno su di un piano che prevede: nuove assunzioni che premieranno profili in grado di arricchire di competenze la redazione; il rinnovamento delle modalità di lavoro interno, dando maggiore peso all’online; aumenti di stipendio a partire dal 1° aprile e promozioni. Mentre le testate saranno prodotte tutte dallo studio nel quartier generale di Chicago, senza intaccare l’autonomia decisionale del singolo giornale.

Dopo la vendita del Los Angeles Times e del San Diego Union-Tribune al miliardario Patrick Soon-Shiong, all’editore rimangono il Chicago Tribune e altre sette testate: New York Daily News, Orlando Sentinel, Baltimore Sun, Hartford Courant, Sun-Sentinel di Fort Lauderdale, Daily Press di Newport News e Allentown Call.

Per produrre “giornalismo digitale rilevante”, che sia in grado di “attrarre abbonamenti online”, rilancia il direttore del Chicago Tribune Bruce Dold sentito da Poynter, occorre “riformare le modalità di lavoro interne”, “partire dai nostri lettori”, e “mettere l’audience al centro”. Tutte cose di cui il nuovo piano dovrebbe occuparsi, stando a quanto dichiarato dall’editore.

Poynter riferisce anche di malumori in alcune delle redazioni a causa dell’assenza di dettagli sul piano. Il timore è che i giornalisti possano diventare meri produttopri di contenuti. Anche i più ottimisti circa le iniziative dell’editore riconoscono che tutto dipenderà dai dettagli.

“Se al termine di questo processo copriremo le stesse notizie nel medesimo modo in cui lo facciamo oggi, sarà un fallimento”, ha sentenziato Colin McMahon, senior vp for editorial operations.

 

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