Scusateci, ci siamo comportati da razzisti per anni. Il mea culpa del National Geographic

“Per decenni abbiamo coperto la questione razziale in modo razzista”. E “per superare il nostro passato dobbiamo ammetterlo”. Così Susan Goldberg, editor in chief del National Geographic, saluta il numero di aprile dedicato proprio alla questione razziale.

“Non abbiamo fatto abbastanza per portare i nostri lettori oltre gli stereotipi della cultura bianca americana”, rincara Goldberg spiegando il motivo per cui hanno chiesto lumi a John Edwin Mason, docente presso l’University of Virginia, specializzato in storia dell’Africa e della fotografia e che ha aiutato la celebre rivista a fare autocritica sul modo di ritrarre popolazioni native ed esotiche.

In un paio d’anni, ricorda il direttore, meno della metà dei bambini negli Usa sarà bianco. E conclude esprimendo l’auspicio che il lettore possa apprezzare il nuovo numero e il nuovo modo di affrontare la questione della razza.

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