Mauri: Mondadori in trattative con Lagardere e Marie Claire, studiamo acquisizioni nei libri e digitale

Il gruppo Mondadori sta dialogando con Lagardere e con Marie Claire per una possibile aggregazione nel settore dei periodici in Francia. La conferma alle indiscrezioni di stampa è arrivata direttamente dall’amministratore delegato Ernesto Mauri, a margine di un incontro di commento ai risultati conseguiti dalla casa editrice nel 2017.

“Quello francese è un mercato molto dinamico e quindi ci sono diverse alternative. Noi ne stiamo studiando una e siamo al lavoro su quella, con Lagardere e Marie Claire”, ha detto, aggiungendo però che “non chiudiamo le porte in faccia agli altri”, riferendosi ad altre possibili alternative per crescere nel Paese d’oltralpe.
Sui tempi necessari per portare a compimento l’operazione allo studio, Mauri ha osservato che “deal di questo tipo, che mettono assieme tre editori, necessitano del giusto tempo per questioni antitrust. Basti pensare alla concentrazione in settori come quello dei settimanali d’alta gamma”.

 

In ogni caso, ha evidenziato ancora Mauri, guardando ai conti del 2017 la recente rinegoziazione del debito che ha di fatto completato la fase di riequilibrio economico finanziario e le capacità dimostrate da Mondadori nel riuscire a ridurre il rapporto Pfn/Ebitda a circa 1,8x, mettono il gruppo “nelle condizioni ideali per cogliere opportunità” di M&A “che non possono essere tralasciate”, non solo in Francia, ma anche in Italia. “Ad esempio, ha spiegato, potremmo fare qualcosa di consistente nel digitale”.

Ernesto Mauri (foto Olycom)

Mauri ha parlato anche del rapporto con Amazon, verso il quale il gruppo di Segrate non ha alcun timore reverenziale. “Una parte dell’aumento del 5,4% del mercato dell’anno scorso è dovuto anche a loro: a noi non fa paura”, ha detto il manager, rimarcando il contributo che la società di Bezos ha dato all’incremento delle vendite. “Comunque per noi che siamo grandi è più facile dialogare con loro”, ha osservato riferendosi al potere contrattuale di Mondadori.

“Non lo temiamo come editore, e anche sul fronte del retail non è che possa fare il 100% del mercato. Credo che possedere luoghi fisici” in cui è possibile toccare con mano i libri che si intendono acquistare “è un fattore distintivo interessante”.

Tornando poi ai risultati del 2017, Mauri ha spiegato “già quest’anno volendo ci sarebbe stata la possibilità di distribuire un dividendo, ma preferisco investire”. “E’ una decisione che ovviamente dipende dall’azionista, ma l’azionista non ce lo chiede, non lo pretende”, confermando la volontà di procedere ad acquisizioni “che vanno assolutamente fatte”, puntando soprattutto al comporto digitale e a quello dei libri.  “Aziende come Mondadori, ha concluso, se non fanno investimenti straordinari per cambiare il loro perimetro, a un certo punto smettono di crescere”.

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