Google vieta la pubblicità per criptovalute

Google sta seguendo le orme tracciate da Facebook sul fronte dei divieti pubblicitari in materia di criptovalute e altri “prodotti finanziari speculativi” all’interno delle proprie piattaforme social.

La controllata di Alphabet ha dichiarato che la nuova policy in materia di pubblicità sarà effettiva a partire da giugno e sarà valida anche sul canale video YouTube. Le nuove norme limiteranno anche la promozione dei metodi non convenzionali di scommesse relativi ai valori di borsa e ai cambi valutari. L’altro colosso dei social network, Facebook, aveva reso note le misure adottate in questo campo già il 30 gennaio scorso.

L’aumento della popolarità e del prezzo dei bitcoin, nonché di altre valute virtuali, ha spinto i truffatori a utilizzare le pubblicità online al fine di promuovere schemi fraudolenti di guadagno. Uno degli strumenti al momento più utilizzati è il considetto cryptojacking, ovvero l’inserimento di un codice all’interno di siti web o pubblicità allo scopo di danneggiare di proposito il server di rete del computer.

Secondo quanto riportato da Google, lo scorso anno 130 mln di pubblicità online sono state rimosse dalla propria piattaforma, perchè utilizzate dagli hacker per frodare gli utenti con le criptovalute. Tuttavia, si tratta di una piccolissima percentuale rispetto a quanto circola sulla rete.

Scott Spencer, global director of product management for sustainable ads di Google, ha deciso di non rilasciare commenti sulla quantità di ricavi che la compagnia potrebbe potenzialmente perdere mettendo in atto questa nuova policy, ma ha affermato che le misure sono state adottate per salvaguardare la sicurezza degli utenti.

La società ha da tempo vietato pubblicità volte alla promozione di merci falsificate o prodotti dannosi come le armi e le droghe ad uso ricreativo. Le autorità finanziarie, però, stanno guardando con attenzione al mercato statunitense delle criptovalute, che vanta già un giro d’affari di svariati miliardi, sollevando dubbi su come questi asset potranno essere disciplinati in futuro. La Securities and Exchange Commission statunitense a inizio mese ha lanciato un allarme, affermando che gli scambi di criptovalute sono considerati illegali, perchè non determinano quale tipologia di valuta può essere comprata o venduta su questi siti.

Oltre all’annuncio del divieto promozionale in materia di criptovalute, Google ha affermato di aver eliminato nel corso del 2017 più di 3,2 mld di annunci che violavano le normative della società, come quelli che rinviano gli utenti a siti con malware o truffe phishing. Nel 2016 la società aveva rimosso 1,7 mld di annunci.

Tuttavia, alcune pubblicità dannose sono riuscite a oltrepassare la rete di filtraggio imposta dalla società, che comprende revisioni di tipo tecnologico e umano, ma Spencer ha affermato che si tratta di centinaia rispetto ai miliardi di annunci rimossi.

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