L’Antitrust aggiorna le soglie di fatturato per la notifica preventiva delle operazioni di concentrazione

L’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato ha deliberato delle nuove soglie di fatturato oltre le quali diviene obbligatoria la comunicazione preventiva delle operazioni di concentrazione, stabilendole a 495 milioni di euro di fatturato totale realizzato a livello nazionale (complessivo delle imprese interessate dall’operazione) e a 30 milioni di euro di fatturato totale realizzato individualmente a livello nazionale da almeno due delle imprese interessate. Lo segnala il sito di ConfindustriaRadiotv.

L’incremento del valore delle soglie, che decorre dal 12 Marzo, data di pubblicazione della delibera sul sito dell’Autorità, corrisponde all’aumento dell’indice del deflatore dei prezzi del PIL pari, come risulta dai dati pubblicati dall’Istat per il 2017 allo 0,62% (art. 16 L. 287/90).

Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Agcm (foto Olycom)

Il testo precedentemente in vigore – si segnala ancora –  era stato modificato nel 2012 (Legge n. 24/2012) e di recente con la legge n. 124/2017, che modifica la seconda soglia (esigeva unicamente che l’impresa oggetto dell’acquisizione doveva avere un fatturato nazionale pari a 50 milioni di euro).

La novità, si rileva in conclusione, in qualche misura allinea il sistema nazionale di controllo delle operazioni di concentrazione a quello europeo previsto dal Regolamento CE n.139/2004 (che già prevede una seconda soglia e richiede un fatturato ad almeno due delle imprese interessate dalla concentrazione), ovvero a quello in vari Stati membri (ad esempio, in Francia e Germania), e alle best practices internazionali codificate dall’International Competition Network.

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