- Prima Comunicazione - http://www.primaonline.it -

Macelloni (Inpgi): cresce il gap tra le pensioni delle giornaliste e quelle dei colleghi uomini

Le giornaliste “hanno e avranno pensioni inferiori rispetto agli uomini perché escono prima dal mondo del lavoro per occuparsi della famiglia, degli anziani, dei nipoti, dei bambini e questo vuol dire che non hanno il tempo lavorativo sufficiente per maturare una pensione adeguata e all’altezza dei loro colleghi”. Così la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni in un intervento ripreso dal sito dell’Adepp [1], l’Associazione degli enti previdenziali privati.

Marina Macelloni, presidente Inpgi (Foto: Primaonline.it)

L’allarme sul cosiddetto gender pay gap segue quello sui contributi versati che non coprono le spese [2] per le pensioni. Dati alla mano, Macelloni ha sottolineato che il gap esistente “ce lo porteremo avanti per sempre. Se neanche nel ruolo di redattore ordinario si riesce ad ottenere che a parità di lavoro di ingresso alla professione corrisponda la stessa parità di retribuzione vuol dire che non c’è via di uscita”.

“Quando sono andata a leggere i dati (sul sito dell’Adepp le tabelle per la gestione principale [3] e quella separata [4]) e le retribuzioni medie – ha sottolineati Marina Macelloni – ho notato che la maggior parte del divario tra donne e uomini si registra sulle posizioni alte e sulle età avanzate, si assottiglia tra i 35 e i 45 anni e poi aumenta di nuovo nei lavori di primo ingresso ossia praticanti e redattori con meno di 30 mesi di anzianità, questo significa che non solo non riusciamo e non siamo riusciti a ridurre il gender pay gap ma aumentano le condizioni perché questo divario continui ad esistere e ampliarsi”.

“Sui redditi non possiamo intervenire”, ha concluso Macelloni. “So che è l’amministratore della singola testata editoriale a decidere i compensi, so per certo però che anche i direttori possono dire la propria. Lancio quini un appello ai direttori e al sindacato affinché nel prossimo contratto si occupino di più dei redditi delle donne perché senza redditi non c’è pensione non c’è futuro non c’è giustizia”.