Mediapro, dentro i pacchetti due aspetti critici per l’Antitrust

A caccia di nuovi operatori con una dinamica d’asta più incerta e una serie di punti controversi. Due, in particolare, rischiano di condizionare l’esito del bando dei diritti tv della Serie A 2018-21.  Il primo: la proposta trasversale per le varie piattaforme da parte di Mediapro di un prodotto confezionato da 270 minuti, unita all’esistenza delle nuove finestre spalmate su otto orari diversi, finisce per disegnare un vero e proprio canale.  Il secondo: per questo prodotto è ipotizzata la raccolta pubblicitaria a cura dell’intermediatore spagnolo, altra iniziativa sulla cui congruità l’Authority Antitrust aveva sollevato perplessità. Può essere questa la sintesi di una prima analisi dei pacchetti pubblicati ieri sera alle 22.30 da Mediapro dopo un countdown di rinvii rispetto alla prima scadenza prevista alle 20.

Foto Ansa

La filosofia del documento? L’intermediario indipendente spagnolo prova a mettere tutti in concorrenza su ogni piattaforma. E la principale novità di questi pacchetti – come detto- è rappresentata dall’offerta di un prodotto preconfezionato di 270 minuti per ognuna delle 380 partite del campionato: 105 minuti di evento (intervallo compreso), 90 di pre e 75 di post-partita. Questa prodotto, realizzato da Mediapro, non è stato inserito solo nei pacchetti per operatori web e telefonici, come era stato previsto. Ma anche nei blocchi di partite destinati a tv su satellite e digitale, quindi in prima battuta Sky e Premium.

La mossa di Mediapro evidenzia la volontà di stimolare l’ingresso in scena di operatori media che attualmente non sono presenti su satellite e digitale, offrendo un prodotto chiavi in mano che semplifica enormemente questa diversificazione. Non a caso nei giorni scorsi una fonte vicina alle trattative parlava di “new company” che potrebbero entrare in gioco. Evidente il tentativo di neutralizzare la portata dell’accordo tra Mediaset e Sky. Ma l’obiettivo non è facile perché eventuali nuovi operatori italiani o stranieri dovrebbero procurarsi la capacità trasmissiva su satellite e digitale proprio da Santa Giulia e Cologno Monzese.

L’altra novità è l’assenza dell’indicazione dei prezzi minimi per ogni pacchetto, come era sempre successo finora. La base d’asta è stata fissata, ma fino alle 23.59 del 21 aprile – termine previsto per la scadenza delle offerte – è custodita da un notaio incaricato da Mediapro e sarà rivelata solo dopo l’apertura delle buste dei concorrenti. Un modo per rendere meno prevedibile l’asta ed evitare convergenze nello spirito complessivo della strategia degli spagnoli.

Per il resto i pacchetti ricalcano lo schema seguito nel passato. Non c’è esclusiva per prodotto. La vendita avviene per piattaforma. Per il satellite esiste un solo pacchetto comprende tutte le 380 partite del campionato. Per digitale, web e telefonia invece ci sono due pacchetti da 248 e 132 partite con la classica divisione tra 12 e 8 squadre incluse le 5 grandi (le prime 5 classificate al termine del campionato) più altre 3 squadre di media e bassa classifica. Fa eccezione il pacchetto destinato agli OTT dove la divisione tra C1 e C2 è tra un maxi-blocco di 380 partite e quello da 248.

Il successo di questo bando dipenderà in gran parte dall’effettivo interesse di OTT e telco, in particolare Perform e Tim, e dal possibile ingresso sulla scena di altri colossi del web o media finora rimasti fuori dai giochi. Difficile immaginare maxi-offerte da parte di Sky che chiedeva più esclusiva ma non è stata accontentata.

A maggior ragione in presenza dei due punti piuttosto controversi citati in apertura. Uscito dalla porta il famoso canale della Lega – qualcuno a Milano Santa Giulia potrebbe sostenere – è come se rientrasse dalla finestra. La presenza di un prodotto confezionato da 270 minuti, unita alle nuove finestre spalmate su otto orari diversi, finisce per disegnare un vero e proprio canale. Anche perché il sabato e la domenica questa programmazione coprirebbe l’intero arco della giornata a partire rispettivamente dalle 13.30 e dalle 11 per finire alle 23.30. Questo potrebbe di fatto essere in conflitto con uno dei paletti posti dall’Antitrust alla capacità produttiva di Mediapro, cioè il divieto di realizzare un palinsesto completo. Mediapro include in questo prodotto da 270 minuti la raccolta pubblicitaria, un’altra attività sulla quale l’authority ha sollevato perplessità. Gli spagnoli, Lega e Infront ritengono che sia sufficiente non raccogliere pubblicità nell’arco di una programmazione completa, ma sia possibile farlo nell’ambito dei 270 minuti. Le polemiche non mancheranno. Discussioni che, alla fine, potrebbe essere proprio un intervento di chiarimento della stessa Authority Antitrust, vigile sul tema, a in interrompere con un proprio pronunciamento.

E’ interessante notare che, per poter raccogliere pubblicità autonomamente e mandare in onda la partita con i propri contributi editoriali, le tv dovranno acquistare due pacchetti supplementari, chiamati “personalizzazione pubblicitaria” e “personalizzazione editoriale”. Sono i paradossi di pacchetti che devono cercare di tenere insieme tantissimi elementi in uno scenario di mercato in continua evoluzione con un occhio già al futuro, magari al 2021 quando sarebbe meno complesso confezionare un canale della Lega con l’aiuto di BeIn Sport, socio di Mediapro in Spagna, e finanziatori del Qatar.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on Google+

Articoli correlati

Olimpiadi, Salvini: farò il possibile per portarle in Italia. Appendino: no di Torino perché manca chiarezza su chi finanzia

I sindacati europeo e internazionale dei giornalisti: inaccettabili gli attacchi del governo italiano ai media

Amazon, la Commissione europea indaga sull’utilizzo dei dati ecommerce