Ter, primi dati di ascolto della radio per device. Sempre più autoradio, cresce la tv, poco digital

Per la prima volta il nastro di pianificazione con i dati Ter che editori e pubblicitari hanno in mano contiene l’analisi degli ascolti sui diversi device.
Nelle tabelle relative all’anno 2017 che vedete qui di seguito sono infatti indicati gli ascolti totali e delle singole emittenti – nel giorno medio e nel quarto d’ora – con e senza televisione e per signolo device.

RADIO E ASCOLTO DA TV
Guardando l’effetto nel giorno medio (i trend sul quarto d’ora non sono molto diversi) emerge il potente contributo (24%) della Radiovisione per Rtl che anche senza tv resterebbe di gran lunga prima nella classifica nazionale. Le altre emittenti, forse a parte quella di Volanti (19%), non godono di un particolare traino televisivo. Radio 105 ad esempio al netto della tv nel Gm sale in quarta posizione mentre nel AQH è addirittura in testa. E forse in Mediaset si stanno chiedendo cosa succederebbe se avesse il boost di un investimento canale dtt (e non solo online come ora).

RADIO E ASCOLTO SU ALTRI DEVICE
Emerge chiaro il trend, peraltro non nuovo, che vede nell’automobile il consumo principale di radio (66%), seguono il classico apparecchio radio che (29%), tv (12%), smartphone (5%), pc e tablet 2%, mp3 e podcast non pervenuti.
Interessante notare come l’autoradio rappresenti oltre il 70% della fruizione per Rds, Virgin, Subasio e Kiss Kiss. Mentre Radio Rai – e c’era da immaginarlo – va particolarmente forte sull’appareccio radio di casa. Nessun particolare exploit sul cellulare segno di un ascolto (ancora limitato nel peso) spalmato abbastanza uniformemente tra le generazioni. L’indagine per device di Ter sancisce invece la morte del podcast e probabilmente anche dei lettori mp3.

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