Cresce il numero di chi crede che Facebook sia negativo per la società. In Australia, Uk e Usa i più critici

Sarà l’amplificato rischio nella diffusione delle fake news, sarà la maggiore sensibilità sul tema della privacy, ma il numero di persone che cominciano a storcere il naso quando si parla di Facebook si sta allargando. Andando ben oltre le critiche di ex manager e investitori del social che più volte negli ultimi mesi hanno espresso su di esso giudizi negativi.

A dimostrarlo i numeri raccolti da Honest Data, società che conduce analisi di mercato per le tech company, fondata da Tavis McGinn, che – ironia della sorte – fino a qualche mese fa ha lavorato per Facebook, analizzando la percezione che il pubblico aveva dello stesso Mark Zuckerberg.

Dal sondaggio – svolto in una decina di paesi in tutto il mondo all’inizio del 2018, prima che esplodesse il caso Cambridge Analytica – risulta che il 33% di australiani, canadesi e inglesi è convinto che Facebook abbia un impatto negativo sulla società. Anche gli americani sono piuttosto disincantati. Secondo il 32% degli intervistati nel paese, pari circa a 54 milioni di persone, Facebook è negativo sulla società. Tanto per fare un paragone, il social è considerato meno nocivo delle sigarette, ma più pericoloso di McDonald’s, e soprattutto di Google che solo il 7% ritiene abbia impatti non positivi sulla società.

Scendendo in classifica, solo il 7,9% dei giapponesi ha parere negativo su Facebook. Un dato che però secondo la ricerca, deve essere messo in relazione anche con l’uso limitato che nel paese si fa del social.

Ecco la classifica completa, ripresa dal sito Recode.

(elaborazione Recode)

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