Calenda: lo Stato sia presente in Tim. Ingresso di Cdp per sostenere un progetto, non per il controllo

Cdp non sarà un socio transitorio di Telecom Italia e della rete societarizzata perchè “lo Stato dovrà avere una presenza ma non necessariamente il controllo”. Lo ha detto in un’intervista a Repubblica il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, aggiungendo che “la rete telefonica dovrà essere come quella del gas, dell’elettricità o dell’acqua. Sarà una garanzie per tutti gli operatori”.

Carlo Calenda (Foto Ansa/ Massimo Percossi)

Alla domanda sul governo dimissionario che è sceso in campo su Tim con l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale, Calenda ha spiegato che “Cdp è intervenuta per supportare un progetto che vuole trasformare Tim in una public company e scorporare la rete, non per prendere il controllo dell’azienda”.

“Vivendi è stato un pessimo azionista e l’Italia ha bisogno di una rete unica forte, capace di mobilitare investimenti”, ha detto in conclusione Calenda. “Sono favorevole agli investimenti esteri, ma questo non vuol dire rimanere inerti quando dimostrano di distruggere valore piuttosto che crearlo soprattutto quando in ballo c’è un interesse strategico”.

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