Facebook ammette: abbiamo indagato su Soros. E il capo della comunicazione (in uscita) si assume la colpa

Il responsabile della comunicazione (in uscita) di Facebook, Elliot Schrage, si è addossato tutta la responsabilità di aver “assoldato” l’agenzia di pubbliche relazioni Definers, accusata – dopo l’inchiesta del Nyt – di aver usato tecniche di propaganda occulta per screditare i rivali e i detrattori del social network, tra cui il miliardario George Soros. “Sì, abbiamo incaricato Definers Public Affairs di indagare su Soros. Ma no, non abbiamo chiesto loro di contribuire a creare fake news”.

“Conoscevo e ho approvato la decisione di ingaggiare Definers e società simili”, ha scritto in un memo destinato ai dipendenti di Facebook e ripreso dal sito TechCrunch, negando però che nel mandato per la  società di pubbliche relazioni ci fosse anche quello di creare e condividere fake news.

Elliot Schrage

“Avrei dovuto conoscere la decisione di prolungare il loro mandato”, ha spiegato ancora, sottolineando di aver costruito un sistema di management basato su team che dovrebbero tracciare le informazioni su rischi e dossier sensibili.

“Questo sistema ha fallito e mi dispiace”, ha concluso Schrage, che aveva già comunicato a giugno la sua decisione di lasciare l’azienda, dove da gennaio sarà sostituito dall’ex vicepremier inglese Nick Clegg.

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