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La responsabilità dell'energia. L'energia della responsabilità

Cavo sottomarino


Per sviluppare e aumentare la capacità di scambio fra le diverse zone del mercato elettrico italiano, oltre alle linee aeree e a quelle interrate, Terna realizza collegamenti anche con cavi sottomarini. Vengono realizzati per trasmettere energia tra due sponde di terraferma che altrimenti non avrebbero altro punto di contatto. Sono posati generalmente sul fondo del mare, altre volte dei laghi o dei fiumi e l’energia elettrica che ci passa è in genere quella a corrente continua ad alta tensione (HVDC). La linea è spesso reversibile, in grado cioè di condurre l'elettricità in un senso o nell'altro a seconda delle necessità delle reti interconnesse. Uno dei più profondi cavi sottomarini realizzati è l'elettrodotto Italia-Grecia. Inaugurato nel 2002, collega Italia e Grecia percorrendo il fondale marino da Galatina (Lecce) a Aetos (Peloponneso).
Negli anni successivi altri due cavi sono stati posati sul fondale del Mediterraneo: il primo tra Sardegna e Lazio e il secondo tra Sicilia e Calabria. Si tratta della linea elettrica da 1.000 MW più lunga al mondo (SA.PE.I) inaugurata nel 2011, e del collegamento a corrente alternata più lungo al mondo (Sorgente-Rizziconi), inaugurato nel 2016.

Il SA.PE.I e la Sorgente-Rizziconi rappresentano delle eccellenze italiane in termini di lunghezza, profondità, tecnologia impiegata e capacità di trasporto di energia del cavo.
Vediamo perché sono così importanti...

SA.PE.I: eccellenza tecnologica e modello di sostenibilità ambientale


Inaugurato nel 2011, il SA.PE.I (Sardegna-Penisola Italiana) è il cavo sottomarino più profondo al mondo, posato fino a 1.640 metri sotto il livello del mare. Ma è anche il più lungo al mondo con i suoi 420 km (435 se si considera anche il tratto terrestre) posati sul fondale del mar Tirreno, tra la Sardegna e il Lazio. Il collegamento in corrente continua è composto da due cavi sottomarini, in grado di sostenere 500 kV di tensione per 1.000 MW di potenza, e dalle due più grandi stazioni elettriche di conversione in Italia, a Fiume Santo (Sassari) e a Borgo Sabotino (Latina).


Il SA.PE.I. rappresenta un autentico modello di sostenibilità nel campo delle grandi realizzazioni infrastrutturali del nostro Paese, grazie alle innovative modalità di posa no-impact realizzate per proteggere l’ecosistema marino che attraversa. Tutte le fasi realizzative del collegamento, dall’identificazione del tracciato sottomarino alla posa in opera, sono state ideate, impostate e portate a termine in un’ottica di sostenibilità, monitorando le aree marine sensibili, in particolare quella del Santuario dei Cetacei e le praterie di piante acquatiche come la Posidonia oceanica e la Cymodocea nodosa.


Con i suoi 750 milioni di euro di investimento, il SA.PE.I è tra le più importanti infrastrutture elettriche mai realizzate in Italia e rappresenta un importante passo avanti verso la costruzione di una rete nazionale sempre più magliata e interconnessa, da nord a sud. Autorizzati in soli 14 mesi, i lavori sono stati avviati nell’ottobre del 2006 e a marzo del 2011, in occasione del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, il cavo è stato inaugurato ed è entrato in esercizio a pieno regime. Un progetto impegnativo che ha coinvolto circa 150 imprese.


L’entrata in esercizio del SA.PE.I ha apportato molti benefici. Si parla innanzitutto di risparmi economici per il sistema elettrico, grazie alla rimozione dei “colli di bottiglia” tra la Sardegna e il resto del continente. La sicurezza del sistema sardo è aumentata, insieme ad una maggiore copertura del fabbisogno del centro Italia, per effetto dell’utilizzo di produzione efficiente da fonte rinnovabile anche dalla Sardegna. Infine, il maggior utilizzo delle rinnovabili ha portato ad una riduzione di oltre 500mila tonnellate l’anno di CO2 in atmosfera.


La Giulio Verne

Per posizionare il cavo del SA.PE.I Terna ha utilizzato la Giulio Verne, la nave posacavi più grande del mondo, una delle poche con le necessarie tecnologie avanzate per operare fino ad una profondità di 2.000 metri, anche in avverse condizioni atmosferiche. Si tratta di una nave lunga 125 metri, con 7.500 tonnellate di peso e 31 metri di larghezza. Dal 1988 sono 60 i viaggi che ha compiuto in tutti gli oceani per la posa di 5.800 km di cavi per telecomunicazioni sui fondali marini e di 1.800 km di cavi per il trasporto di elettricità. Tra i record della Giulio Verne si ricordano il collegamento delle centrali elettriche della Grecia con la Puglia ad una profondità, record nel 2002, di 1 km; la posa di un cavo ad alta tensione di 300 km tra l’Australia e l’isola di Tasmania; uno a fibre ottiche tra la Spagna e il Marocco e uno di 250 km tra la Gran Bretagna e l’Olanda.


Sorgente-Rizziconi: numeri da record


Un’infrastruttura unica, tra le più innovative mai progettate e realizzate in ambito energetico, un primato mondiale per l’Italia e per Terna: è l’elettrodotto “Sorgente-Rizziconi”, entrato in esercizio nel 2016. Un’opera simbolo che unisce Sicilia e Calabria alla Penisola e quindi alla grande rete magliata europea. È lunga complessivamente 105 km e utilizza il più lungo cavo sottomarino al mondo a corrente alternata a 380 kV, con 38 km posati sul fondo del mare a una profondità massima di 376 metri. Un’opera che consente di aumentare la capacità di trasporto dell’energia fino a 1.100 MW.


Sul fronte ambientale, l’infrastruttura permette di evitare emissioni nell’atmosfera pari a 700 mila tonnellate di CO2 ogni anno. Per l’approdo del cavo in Calabria sono stati realizzati il più profondo pozzo verticale (che scende per quasi 300 metri dentro la montagna) e il più lungo tunnel orizzontale (2,8 km) per cavi ad altissima tensione mai costruito al mondo. Il corridoio formato dal tunnel e dal pozzo ospita in modo invisibile i cavi elettrici del collegamento che, dal mare, arrivano alla stazione elettrica di Scilla a oltre 600 metri di altitudine, senza impatto esterno né sulla spiaggia né sulla zona naturalistica protetta.


Un ponte elettrico sotto lo Stretto che ha "messo in sicurezza" l’isola mitigando al massimo disservizi e riducendo il costo dell’energia elettrica in Sicilia. Il progetto ha permesso di demolire 114 km di vecchie linee con un minor impatto per oltre 200 ettari di territorio. L’opera consente inoltre di utilizzare meglio la produzione rinnovabile siciliana, soprattutto eolico e fotovoltaico, per oltre 700 MW.


Per il progetto, Terna ha impegnato oltre 150 aziende fra fornitori e realizzatori, con un livello di tecnologia e competenza eccellenti. Complessivamente sono stati occupati nei cantieri più di 2.000 lavoratori. Il progetto “Sorgente-Rizziconi” ha beneficiato del sostegno finanziario dell’Unione Europea nell’ambito dell'European Energy Programme for Recovery. 


Terna incontra Favazzina e Sorrento

Terna coinvolge i cittadini e le istituzioni locali in ogni fase di elaborazione e implementazione del piano di sviluppo della rete. Un canale sempre aperto, quello dell’informazione e della trasparenza, per costruire insieme una rete sempre più sostenibile. Proprio come è stato fatto per la realizzazione delle grandi opere sottomarine. Nel 2016 Terna ha incontrato la comunità di Favazzina in Calabria per parlare del progetto della Sorgente-Rizziconi e per confrontarsi con le esigenze e i dubbi della popolazione. Allo stesso modo, Terna ha condiviso le ragioni del nuovo collegamento Sorrento-Capri con i cittadini di Sorrento.

Cavo Sorrento-Capri

Nel 2017 è entrato in servizio il collegamento sottomarino Capri-Torre Annunziata, un’opera strategica per l’alimentazione dell’isola di Capri, servita da una sola centrale termoelettrica non adeguata alla copertura del fabbisogno isolano. Il nuovo collegamento ha consentito di ridurre il rischio di disalimentazioni del carico, soprattutto nei periodi di alto fabbisogno, come la stagione estiva. Dopo aver realizzato questo primo collegamento Terna ha avviato i cantieri per costruire il secondo cavo sottomarino che collegherà Capri con Sorrento, con molti benefici per la popolazione. Una volta ultimato, il nuovo collegamento a 150 kV “Sorrento-Capri” avrà ricadute positive su tutte le utenze della penisola perché migliorerà l’affidabilità della rete elettrica. L’intervento consentirà di chiudere l’anello già in parte realizzato con l’elettrodotto che collega Capri e Torre Annunziata. L’opera fornirà sia a Capri sia alla penisola sorrentina la doppia alimentazione necessaria per garantire maggiore qualità, sicurezza e continuità di esercizio.


Cavo Italia-Grecia


L'elettrodotto Italia-Grecia è tra i dieci cavi sottomarini in corrente continua più potenti e lunghi al mondo. Si estende dall’Italia alla Grecia con una trasmissione massima di potenza pari a 500 MW e una tensione massima di 400 kV. Inaugurato nel luglio del 2002 a Galatina, in provincia di Lecce, raggiunge la profondità di ben 1.000 metri per 71 chilometri. Il cavo inizia il suo tragitto da un impianto della stazione elettrica di Galatina. Per i primi 43 km, fino a Otranto, procede nel sottosuolo, poi attraversa il Canale di Otranto per 163 km, giungendo fino a pochi chilometri dalla costa dell'Albania, a nord di Corfù. Qui inizia un ulteriore percorso di 110 km fino all'impianto della stazione greca di Arachthos, nell'Epiro.

Cavo Italia-Tunisia


Il collegamento Italia-Tunisia è un’opera di grande rilevanza strategica e geopolitica per l’intero bacino del Mediterraneo. L’interconnessione è un progetto importante non solo per i due Paesi ma anche per l’Europa, nell’ottica della creazione di una rete elettrica Euro-Mediterranea, in grado di connettere il mercato nordafricano con quello europeo. Il progetto, che ha ottenuto un finanziamento da parte della World Bank per l’attuazione degli studi di fattibilità, è inserito nel Piano di Sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale a partire dal 2016, nonché nel TYNDP (Ten Year Network Development Plan) di ENTSO-E. Il progetto è stato incluso nella Terza lista dei Progetti di Interesse Comune (PCI), pubblicata recentemente sul sito della Commissione Europea.


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