TELECOM:ARGENTINA;STAMPA, SOCIO LOCALE SI RIMETTE AL GOVERNO

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TELECOM:ARGENTINA;STAMPA, SOCIO LOCALE SI RIMETTE AL GOVERNO


(ANSA) – BUENOS AIRES, 1 DIC – Il Gruppo Werthein, il socio di Telecom Italia in Telecom Argentina, ha sostenuto che il contenzioso con l’impresa italiana “dovrà  essere risolto dalle autorità  argentine”. Lo ha affermato una fonte vicina agli stessi Werthein, citata oggi dal quotidiano ‘La Nacion’. Il giornale riporta tale asserzione al termine dell’articolo in cui riprende spezzoni di quanto pubblicato ieri dal ‘Sole 24 Ore’, secondo il quale il premier Silvio Berlusconi ha inviato una lettera al presidente argentino Cristina Fernandez de Kircher in cui, in particolare, le dice:”Lei può comprendere il danno che ne deriverebbe a Telecom e ai suoi azionisti se non fosse realizzata un’operazione che comprenderebbe l’allargamento a partner locali a Lei graditi. Auspico perciò un suo intervento per una positiva soluzione della vicenda”. L’operazione in tal senso è stata esplicitata la settimana scorsa da Oscar Cicchetti, direttore del business e strategie di Telecom Italia, in un incontro con esponenti della stampa di Buenos Aires. In pratica, la società  italiana che possiede il 50% delle azioni di Sofora, la società  che controlla Telecom Argentina, si propone di esercitare l’opzione di ‘call’ sul 48% delle azioni in possesso del Gruppo Werthein, per poi cederle “ad un socio locale, anche al di fuori del settore delle telecomunicazioni”. Cicchetti ha specificato alla ‘Nacion’ che “sono oltre quattro i gruppi interessati in tal senso”. Ma ha anche lasciato una porta aperta ai Werthein, precisando al giornale che pur se per ora non c’é dialogo con loro, non è da scartare che “torni ad essere un nostro socio dopo l’operazione di ‘call’, se verrà  superato l’increscioso momento della disputa tra azionisti”. Da rilevare, peraltro, che in questo ambito rientra anche il fatto che la partecipazione della spagnola Telefonica nella Telco italiana ha innescato a Buenos Aires il timore di una sorta di ‘monopolio’ che le due imprese potrebbero esercitare nel Paese, dove controllano oltre l’80% delle telecomunicazioni. Su tale questione si dovrà  pronunciare la statale Secom (Secretaria de comunicaciones). Cicchetti ha però respinto la possibilità  del ‘monopolio’ ed auspicato che “anche in Argentina avvenga” quanto è accaduto in Brasile, dove l’ente regolatore non si è opposto alla Telco. A Buenos Aires, però, ciò è da tempo e tuttora al centro di operazioni mediatiche e politiche. Come è avvenuto la settimana scorsa quando quattro deputati membri della Commissione di comunicazioni hanno chiesto al governo di “adottare le misure necessarie per evitare l’esercizio monopolistico di fatto che eventualmente si potrebbe produrre a partire dalla concentrazione economica provocata dall’acquisto di azioni di Telecom Italia da parte di Telefonica”. A ciò si aggiunga che, pur se Cicchetti non ha fatto nomi in merito al socio o ai soci locali, la stampa ne ha indicati alcuni. Tra essi il locale Gruppo Clarin e Telmex, impresa del miliardario messicano Carlos Slim, che hanno però smentito un loro interesse in tal senso a ‘La Nacion’.