Sky/ Berlusconi:Pronti a dimezzare Iva,ma sinistra perde faccia

Condividi

Sky/ Berlusconi:Pronti a dimezzare Iva,ma sinistra perde faccia


Pd apprezza ma rilancia: costretto da ondata di malcontento


Roma, 2 dic. (Apcom) – Appena pochi minuti prima Silvio Berlusconi aveva ‘gelato’ i cronisti spiegando che lì, a Tirana, avrebbe parlato solo di “cose albanesi”. Eppure, quando nella conferenza stampa con il suo omologo Sali Berisha, ha fatto irruzione il tema Iva-Sky, il presidente del Consiglio ha subito risposto. “Se la sinistra insiste perché si cambi questa norma, io la prendo in parola e sono assolutamente d’accordo, purché si rispettino le normative europee”. Berlusconi, dunque, si dice disponibile a cambiare la norma del dl anti-crisi che portava l’Iva per le pay-tv al 20% e a riportarla al 10%. Quello che il premier dice testualmente è: “Se la sinistra insiste così tanto e se qualcuno della maggioranza insiste che si ritorni al 50% dell’Iva, sempre seguendo le norme europee, io personalmente non ho nulla da obiettare”. Una frase che per alcuni minuti viene da alcuni interpretata come una volontà  del governo di portare l’imposta dal 20 al 50%. E che successivamente è stata precisata, anche attraverso una nota, dal portavoce dell’Esecutivo, Paolo Bonaiuti. “Il Presidente Silvio Berlusconi a Tirana – spiega – ha detto con esattezza che se la sinistra vuole dimezzare, da qui l’espressione ‘ridurre del 50 per cento’, l’Iva su Sky il Governo non ha nulla in contrario purchè vengano rispettati i dettati europei”.


Parole che lo stesso Berlusconi definisce “un’apertura totale” nei confronti dell’opposizione, ma che per il premier sono più che altro una sfida al Pd che, a suo dire, si è mobilitato a favore dei ricchi. “Vediamo se la sinistra, per una volta tanto e finalmente – insiste il presidente del Consiglio – sarà  coerente con se stessa o se anche in questa occasione perderà  completamente la faccia di fronte agli italiani. La sinistra insiste su questa richiesta che noi non abbiamo nessuna difficoltà  ad accettare”. Poi però aggiunge: “io personalmente non ho niente in contrario, bisogna poi sentire il ministro Tremonti”. Perché per il premier, quando il ministro dell’Economia avrà  spiegato le ragioni di quella scelta, il Pd non potrà  fare altro che vergognarsi.


Le risposte che arrivano dal Partito democratico, intanto sono di apprezzamento anche se si aspetta di vedere che dalle parole si passi ai fatti. Come spiega il portavoce del Partito di Veltroni, Andrea Orlando, “il Pd insiste. Non vogliamo una tassa in più su 4milioni e seicentomila famiglie in un momento economicamente così difficile. Dunque apprezzeremo se il governo tornerà  indietro”. Ma il capogruppo Pd al Senato, Anna Finocchiaro, non evita l’affondo al premier. La disponibilità  al passo indietro? E’ stato “costretto – dice – da un’ondata di malcontento che lo ha investito”.