TELECOM:DA SINDACATI NO A TAGLI;PASSO INDIETRO BENETTON

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TELECOM:DA SINDACATI NO A TAGLI;PASSO INDIETRO BENETTON


DOMANI CDA TELCO, PONZANO VERSO NO A PRESTITO SOCI


(ANSA) – MILANO, 4 DIC – Un “confronto molto impegnativo” su un piano industriale che prevede “fuochi d’artificio solo sui dipendenti”, con l’aggravante di essere stato comunicato “in sedi diverse dal confronto con il sindacato”. E’ la posizione del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani all’indomani dell’annuncio dell’amministratore delegato Franco Bernabé a Londra, che, presentando il piano strategico 2009-2011 agli analisti finanziari, ha svelato un ulteriore taglio di 4.000 dipendenti che, aggiunti ai 5.000 già  decisi per il 2010, porta l’esodo complessivo a 9.000 lavoratori entro l’anno successivo. Sul fronte dei soci, invece, il consiglio di amministrazione convocato per domani di Telco, la holding che detiene il 24,5% del gruppo telefonico, è pronto a deliberare un prestito soci per un totale di 250-300 milioni, al quale i Benetton sono orientati a non aderire. Quanto al ridimensionamento degli organici, quella che Epifani ha definito come una “ulteriore tegola che si abbatte sulla situazione occupazionale in Italia, di cui non sentivamo il bisogno visto il proliferare di cassa integrazione e di aziende in crisi”, sembra aver avuto l’effetto di riavvicinare tra loro le organizzazioni confederali, dopo la spaccatura sulla riforma della contrattazione con Confindustria e sullo sciopero generale contro le misure anticrisi del Governo, proclamato autonomamente dalla Cgil per il 12 dicembre. Il giudizio di Epifani infatti è stato sostanzialmente condiviso da Raffaele Bonanni, numero uno della Cisl, che ha definito “inaccettabile” il fatto che “il risanamento di Telecom passi solo attraverso la riduzione del costo del lavoro annunciato a mezzo stampa e senza un progetto strategico complessivo”. “Siamo davvero preoccupati – ha aggiunto – e stavolta faremo davvero storie”. “Usciamo da un discorso del genere – ha concluso il leader Cisl – e vi rientriamo, suggerirei all’azienda più miti consigli”. Nel frattempo Emilio Miceli, segretario generale della Slc Cgil, l’organizzazione di categoria aderente alla Cgil, ha indicato per il 10 dicembre un incontro fra sindacati e Telecom: un appuntamento che era già  in agenda prima dell’annuncio del piano industriale, ma ora “acquista urgenza alla luce dei nuovi tagli”. Secondo il sindacalista, tra l’altro, il piano testimonia come il management Telecom abbia fallito nel rilancio dell’azienda. Intanto i soci sono al lavoro per rafforzare Telco, il veicolo a monte della catena di controllo del gruppo di tlc, che con la discesa del titolo in Borsa ha già  dovuto dare in pegno al pool di banche creditrici il 24,5% di Telecom. Escluso il ricorso a un aumento di capitale, domani il Cda chiederà  agli azionisti (Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Generali, Telefonica e Sintonia) l’impegno a versare 250-300 milioni di euro come prestito soci per un eventuale reintegro delle garanzie qualora il titolo dovesse scendere ancora, portandosi per un certo numero di giorni a un livello fra 0,7 e 0,8 euro. La soluzione consente alla famiglia Benetton, socia attraverso Sintonia ma non disposta a prendere ulteriori impegni su Telecom, di tirarsi indietro senza modificare gli assetti societari e la governance. La presenza di Ponzano Veneto su Telco non subirà  diluizioni e rimarrà  infatti attestata all’attuale 8,4%. A Piazza Affari il titolo intanto ha segnato un rimbalzo del 3,02% a 1,05 euro, anche grazie ad alcune banche d’affari come Goldman Sachs e Merrill Lynch che hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo del titolo. Più vivace Telecom Italia Media, portata in rialzo del 4,6% (a 0,09), sulle attese di nuove cessioni di attivi.