EDITORIA: FESTEGGIA 100 ANNI CORRIERE DEI PICCOLI

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EDITORIA: FESTEGGIA 100 ANNI CORRIERE DEI PICCOLI


PER ESPERTI E’ STATA ANCHE NASCITA FUMETTO ITALIANO


(di Paolo Petroni) (ANSA) – ROMA, 8 DIC – Cade il 27 dicembre 1908 il centenario del Corriere dei Piccoli che arrivò quel giorno in edicola per la prima volta, dando, sostengono gli esperti, inizio all’avventura del fumetto italiano. Proprio in questi giorni Rizzoli pubblica così un grande volume illustrato, ‘Corriere dei Piccoli’ (pp. 304 – 42,50 euro) che ne propone integralmente alcuni numeri simbolo dell’arco di tutta la sua gloriosa produzione, ovvero sino a metà  anni ’70, quando comincio’ a modificare sostanzialmente testata e contenuti. Il volume, a cura di Fabio Gadducci e Matteo Stefanelli, conduce in un viaggio nell’Italia del Novecento, in compagnia di un giornale che ha segnato il costume di oltre cinque generazioni di bambini e famiglie, popolandone i sogni e il tempo libero e offrendosi come grande officina di icone per l’immaginario nazionale, a cominciare dal celeberrimo Bonaventura di Sergio Tofano, ma passando per Marmittone o Fortunello, solo per citare i primi che vengono alla mente. Ecco quindi che ‘Letture’, mensile di informazione culturale edito da Periodici San Paolo, dedica la parte principale del numero di dicembre, che esce in questi giorni, ai Cento anni di fumetto italiano, proprio partendo da quel periodico nato da una costola del Corriere della sera. “Da allora si sono succeduti personaggi, storie e disegnatori che hanno contribuito a forgiare un medium dove verbale e iconico si fondono costituendo un nuovo linguaggio”, spiega Alfredio Barberis, cui è affidato l’editoriale che apre il mensile. Barberis, nella sua lunga carriera giornalistica, ha avuto anche l’incarico di direzione del Corriere dei Piccoli e del Corriere dei Ragazzi, e traccia, di quel periodo, un ricordo gustoso, affettuoso e ricco di aneddoti. La ricostruzione storica delle vicende del fumetto italiano é poi affrontata da Stefano Gorla, srcittore e saggista oggi direttore de il Giornalino, mentre il critico Sergio Rossi passa in rivista le numerose testate e le vicende editoriali del genere. Loris Cantarelli, redattore di Fumo di China, propone infine una semiseria classifica dei grandi del fumetto del nostro Paese, stilando un elenco dei 45 nomi imprescindibili, introducendola così: “Com’é noto, le riviste anglosassoni di ogni genere amano le classifiche, spesso per il puro gioco intellettuale di ‘fare la conta’ – scrive – tra opere e autori imprescindibili. Lo stimolo ci è sempre sembrato divertente, anche per la sua spudoratezza: eccolo applicato per sommi capi ai primi 100 anni di fumetto italiano. Pur essendo una condizione insolita nella narrativa disegnata di un mondo ormai sempre più specializzato in ogni campo, è indubbio che la figura di fumettista più affascinante è quella degli autori responsabili in toto sia dei testi che dei disegni. Un’ipotetica top 25 degli artisti di questo tipo attivi in Italia nel Dopoguerra – sorvolando i giganti anteguerra Sebastiano Craveri, Antonio Rubino e Sergio Tofano in arte Sto, talmente geniali e debordanti da sconfinare nell’illustrazione come nell’arte pura – è inevitabile, anche se non scontato, che comprenda maestri del comico come del realistico. Sono le due grandi categorie in cui è lecito dividere il mare magnum della produzione di ogni Paese, non per ansia di classificazione ma per l’effettivo registro linguistico, che condiziona il racconto ma anche gli stessi codici narrativi: esempio forse estremo, le onomatopee (le celebri scritte che cercano di trascrivere un suono) che possono divenire parte integrante del divertimento venendo reinterpretate nello stile dei personaggi… anche se – in epoca di horror nella fiction come al telegiornale – le sorprese disturbanti non mancano ormai da decenni anche nel realistico: già  il bizzarro Poema a fumetti (1968) di Dino Buzzati deformava l’ambiente seguendo i sentimenti del protagonista”.