Internet e cellulare, tra giovani aumentano diffusione e rischi

Condividi

Internet e cellulare, tra giovani aumentano diffusione e rischi


Save the Children-Cremit: i genitori controllino di più


Roma, 9 dic. (Apcom) – Il cellulare e la rete fanno ormai parte della vita quotidiana dei pre-adolescenti italiani che li utilizzano per sentire gli amici, tenersi in contatto, condividere emozioni, affermare se stessi: i giovani ritengono insomma che questi media siano utili, facilmente gestibili e non particolarmente pericolosi, nonostante qualcuno ammetta anche di aver tenuto a volte comportamenti trasgressivi e provocatori legati all’uso di quei mezzi di comunicazione.


Sono i risultati della ricerca ‘Ragazzi connessi: i pre-adolescenti italiani e i nuovi media’, realizzata da Save the Children e Cremit (Centro di Ricerca per l`Educazione ai Media all`Informazione e alla Tecnologia) dell`Università  Cattolica del Sacro Cuore: l`indagine è stata svolta sui ragazzi italiani tra gli 11 e i 14 anni, cercando di capire il valore che attribuiscono a Internet e ai cellulari per documentare, in particolare, che tipo di utilizzo ne facciano, perché usino questi media, quanto li considerino pericolosi e quali siano, a loro giudizio, i comportamenti potenzialmente rischiosi.


Secondo lo studio Internet e cellulari sono così sempre più diffusi fra i pre-adolescenti: l`86% usa la rete e il 95% ha un telefonino, soprattutto per tenersi in contatto con gli amici o conoscerne di nuovi. Ma il 25% ammette di essersi trovato in situazioni ‘pericolose’, come fingersi altri (52%), utilizzare foto altrui (46% ), cercare materiale pornografico (35%), ricevere inviti da estranei (41%) o aver chattato con adulti (32%). Il tutto nella quasi totale assenza di divieti da parte dei genitori.


Il telefonino è ormai ampiamente diffuso anche tra i pre-adolescenti e lo utilizza il 95% degli intervistati: “Si tratta di percentuali elevate se consideriamo che stiamo parlando di ragazzi molto giovani”, commenta Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, “in questi ultimi anni è proprio in questa fascia di età  che si è registrata una crescita esponenziale nell`uso del cellulare”.


Per gli usi del telefonino non troviamo le chiamate, ma al primo posto l`invio di Sms (92%), quindi l`utilizzo di giochi (76%), lo scambio di immagini (74,%), filmati (68%), foto (54%), il navigare su Internet (33%). Nel caso dei filmati e delle foto, il 76% filma e fa foto per ricordare un evento, il 73% per condividere foto/video con amici.


Il cellulare sostituisce la macchina fotografica digitale e diventa strumento per fissare e bloccare alcuni momenti e occasioni divertenti e insolite”, spiega ancora Valerio Neri. “La funzione del ricordare che i ragazzi assegnano al cellulare, è molto importante e sempre più rilevante nell`uso di questo strumento”.


Su Internet sono in crescita i social network e i blog, per contattare vecchi e nuovi amici ma anche per affermare la propria identità : secondo la ricerca Save the Children-Cremit naviga e utilizza la rete l`86% degli intervistati. In generale, alla domanda su cosa usano e fanno questi pre-adolescenti su Internet, in cima alla lista mettono i motori di ricerca (81%), seguiti da video e musica (70%), Mmsn,( 59%), chat (53%), upload (49%), e-mail (47%), videogiochi (33%), forum, blog e social network (28%), Skype (16%), acquisti e prodotti (15%), sondaggi e concorsi (11%).


Inoltre il 38% del campione dichiara di possedere un profilo personale in un social network, soprattutto per tenersi in contatto con gli amici abituali (74%) o per allargare il campo delle conoscenze (50%). Tra i programmi di social networking, MSN Messenger è in cima alla lista di quelli più frequentati, seguito da Habbo, Netlog, Chatta.it e Badoo. Molto diffusi e in crescita risultano anche i blog: un ragazzo su tre (il 32%) ne possiede uno.


Nel giudizio dei ragazzi internet è senz`altro molto utile (per niente inutile secondo il 58%) e facile da usare (per niente difficile secondo il 37%) mentre per ciò che riguarda la pericolosità , pochi lo definiscono ‘molto pericoloso’ (6%) mentre per la maggioranza è abbastanza pericoloso (33%). Alla domanda, poi, se a casa i genitori pongano dei limiti o dei divieti rispetto al web, il 68% dei ragazzi dichiara di non ricevere alcun divieto a usare motori di ricerca, programmi di instant messaging (57%) o chat (51%).


Stando a queste risposte sembrerebbe emergere una sorta di normalizzazione nell`utilizzo della rete, avvertita come un luogo ormai familiare e quotidiano, facile da gestire, utile e non particolarmente rischioso non solo per tanti ragazzi ma anche per molti genitori”, spiega Pier Cesare Rivoltella, professore Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento presso la Facoltà  di Scienze della Formazione dell’ateneo del Sacro Cuore.


Tuttavia alla domanda su eventuali rischi corsi da coetanei o su comportamenti trasgressivi e pericolosi da loro stessi tenuti in rete, il 52% dei giovani intervistati ritiene che i coetanei fingano di essere qualcun altro, il 51% che raccontino cose non vere, il 46% che pubblichino foto senza autorizzazione, il 41% che ricevano inviti da parte di estranei, il 35% che cerchino materiali pornografici, il 34% che chattino con persone adulte.


Alla domanda poi se loro stessi si siano trovati in una di queste situazioni ha risposto affermativamente il 25% del campione, che dichiara anche di non averne parlato con nessuno, o al massimo con i propri amici, mentre rarissimi sono i casi nei quali si è deciso di confidarsi con fratelli o sorelle o ci si è rivolti direttamente ai genitori (le percentuali oscillano fra il 2% e il 5% dei giovani intervistati).


Dall’indagine è quindi emerso che i primi e principali interlocutori dei ragazzi dovrebbero essere i genitori, ma spesso i ragazzi o non si confidano con nessuno o solo con gli amici.
Per questo Save the Children, in collaborazione con La7, ha sviluppato la campagna ‘Posta con la testa’ che attraverso 2 spot spinge i ragazzi a riflettere sulle conseguenze di alcuni atteggiamenti rischiosi, come postare on-line una foto personale provocante rendendola visibile a tutti: quell`immagine, una volta su Internet, “non può più tornare indietro. Tutti possono vederla”, mette in guardia una delle clip. La campagna ‘Posta con la testa’ va in onda dal 17 novembre su La7.