Radio – Rtl 102.5. Very normal leader

Da ‘Prima comunicazione’, numero 388, Ottobre 2008


Ha riempito i suoi programmi di grandi nomi: Francesco Facchinetti, Amadeus, Bruno e Federico Vespa, Sara Ventura, Andrea Pamparana, Giorgio Medail e persino il ministro Renato Brunetta. Eppure, guai a parlargli di radio fatta con i vip. “Davanti ai microfoni di Rtl 102.5 anche i ‘very important people’ diventano, come dice il nostro claim, ‘very normal people’. Parlano alla gente di cose comprensibili e con un linguaggio comprensibile”.
Lorenzo Suraci si sforza di tenere un basso profilo anche se da qualche settimana si trova in una posizione che gli permetterebbe ben altra enfasi. Nell’ultima rilevazione Audiradio, infatti, il suo network ha conquistato la leadership nell’audience commerciale con 5,4 milioni di ascoltatori al giorno. Un primato già  assaporato meno di un anno fa che però questa volta sembra avere i presupposti per una conquista duratura. Radio Deejay, il network del Gruppo Editoriale L’Espresso che per anni ha guidato la classifica delle private, è sceso in terza posizione, superato da Rtl 102.5 di circa 200mila ascoltatori. In seconda posizione si è infilato Rds di Eduardo Montefusco con 5,2 milioni di ascoltatori.
Fondata da Suraci nel 1975 come stazione locale che trasmetteva dalla discoteca Capriccio di Arcene in provincia di Bergamo (il nome Rtl nasce come acronimo di Radio Trasmissioni Lombarde), il più ascoltato network della radio privata italiana è una realtà  imprenditoriale dalle dimensioni contenute che ha sbaragliato un mercato dove importanti gruppi faticano a trovare una collocazione soddisfacente. Rtl 102.5 non fa solo grandi ascolti ma ha anche un giro d’affari che l’anno scorso ha fatto cassa per 58 milioni di euro. “Siamo contentissimi di essere primi e di aver accumulato un discreto divario sugli inseguitori”, dice Lorenzo Suraci, “ma sappiamo di far parte di un terzetto di testa che ha posizioni intercambiabili e che rappresenta il grosso dell’emittenza privata, staccati dalla quarta in classifica di quasi un milione e mezzo di ascoltatori. I numeri dicono che ci muoviamo in una situazione di grande equilibrio per cui credo sia corretto evitare di atteggiarsi a primi della classe dicendo di essere i più bravi”.

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