Rubriche – Nuovi media. Rilancio alla grande per la tivù digitale terrestre

Da ‘Prima comunicazione’, numero 387, Settembre 2008


La partenza è stata problematica e la televisione digitale  terrestre italiana raggiunge attualmente solo il 5% circa dell’audience, ma il rilancio è in vista sia sul fronte della free tv sia su quello della pay.
L’Autorità  per le garanzie nelle comunicazioni, guidata da Corrado Calabrò, ha stilato le classifiche delle società  che hanno diritto al 40% dei multiplex di Mediaset (due), Rai e Telecom Italia Media (uno ciascuno). È risultata prima Jetix, seguita da Nbc Universal con due canali, uno di cinema e l’altro di infotainment, il consorzio Alphabet (partecipato da De Agostini) con programmi educational, Sat 2000 della Conferenza episcopale italiana, Class Editori, due canali di cartoon della Turner Broadcasting, e infine ex aequo i canali di pay tv di Walt Disney e quelli alternativi della società  svedese Air P Tv – legata alla potente famiglia svedese Wallenberg – che offre una pay tv che richiede un decoder particolare.
C’è da scommettere che i nuovi canali gratuiti e a pagamento arricchiranno notevolmente la tivù digitale terrestre. Il prossimo passo sarà  compiuto dall’Autorità , che dovrà  assegnare i canali in base alla graduatoria e scegliere anche quelli di Walt Disney e della società  svedese: la scelta è delicata perché la televisione di Disney rientrerebbe nella piattaforma di Mediaset, mentre Air P Tv sarebbe invece una pay tv concorrente con Cologno.
Per Mediaset la pay tv è molto importante, in previsione del declino della tradizionale pubblicità  televisiva e della competizione con Sky Italia, la tivù satellitare di Rupert Murdoch. Federico Di Chio, direttore della televisione digitale di Mediaset, sottolinea che l’offerta Premium di Mediaset è unica al mondo, perché rende accessibili con una sola carta sia la pay per view (paga per il singolo programma che vedi) sia la pay tv (i canali Gallery ad abbonamento mensile).
A fine maggio Mediaset raggiungeva un pubblico di oltre 2,6 milioni di clienti, contro i 5,5 milioni di abbonati di Sky. Grazie agli accordi con Walt Disney, Universal e Warner, Mediaset offre canali di film e serial di qualità , programmi per bambini, di intrattenimento familiare e di sport. Mediaset punta a sviluppare una pay tv low cost (10 euro al mese) di qualità  per sfidare la tivù a pagamento satellitare di fascia alta offerta da Sky Italia, che ha centinaia di canali ma prezzi più elevati.
La sfida è aperta. La pay tv di Mediaset, secondo le stime di Deutsche Bank, perderà  circa 70 milioni nel 2008; Pier Silvio Berlusconi, vice presidente di Mediaset, prevede di raggiungere il pareggio con 3 milioni di clienti con una spesa media di 100 euro all’anno. Tuttavia il business è incerto. Per allargare il mercato, Pier Silvio ha già  chiarito che l’offerta Premium di Mediaset andrà  prevedibilmente sia sul cavo di Telecom Italia sia sul satellite. Mediaset e Sky Italia stanno trattando per inserire i canali Gallery nella pay tv di Murdoch, ma il gruppo di Cologno intende gestire direttamente i suoi canali.
Mediaset ha anche un’alternativa: dovrebbe infatti partire FreeSat, un’altra piattaforma satellitare che fornirà  il servizio universale a chi non può ricevere i segnali della tivù digitale terrestre di Rai, Mediaset e Telecom Italia Media. E FreeSat potrebbe veicolare anche la pay tv di Mediaset. L’alleanza con la Rai può quindi pesare nel negoziato con Sky.
Inoltre Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, ha predisposto una mappa delle regioni che faranno il passaggio al digitale (switch off) in maniera accelerata, anche se è confermata la scadenza finale del 2012 per lo switch off definitivo in Italia. La Sardegna spegnerà  le tivù analogiche entro ottobre. Insomma, tutto sia a livello economico sia politico sembra convergere verso il (finora non facile) rilancio del digitale terrestre.

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