Radio – Rtl 102.5. Ruba la vetta a Deejay

Da ‘Prima comunicazione’, numero 387, Settembre 2008


L’estate fa male a Radio Deejay, il network del Gruppo Espresso che perde il primato tra le commerciali e finisce in terza posizione. Il ribaltone registrato nel quarto bimestre Audiradio (i risultati completi sono su Primaonline.it/dati) ha portato in testa alla classifica delle private Rtl 102.5, seguita in seconda posizione da Rds. Non è la prima volta che il network di Lorenzo Suraci sale sul trono delle private. C’era già  stato nel periodo settembre-ottobre dell’anno scorso, ma questa volta i segnali di un fenomeno duraturo sembrano esserci: la sua buona tenuta in un frangente in cui quasi tutte le altre soffrono e il trend negativo che da circa un anno sta attraversando la radio guidata da Linus che, in particolare, in quest’ultima rilevazione di giugno-luglio ha avuto un crollo da 5,464 milioni di ascoltatori a 4,867 milioni. “È un risultato straordinario reso ancor più importante dal fatto che siamo sempre stabilmente davanti a tutti, pubbliche e private, nell’audience settimanale”, commenta Suraci, presidente di Rtl 102.5, mentre sul suo blog, Linus, direttore artistico delle tre emittenti del Gruppo Espresso e anima di Radio Deejay, parla di “momenti difficili” e fa un’analisi amara della situazione: “Quello che emerge in maniera sempre più netta (e che più mi deprime) è la sensazione di inevitabilità  che spinge la radio, nel senso generale, assoluto del termine, verso modelli a cui culturalmente faccio fatica ad appartenere. In tutto il mondo ormai sopravvivono due modi di farla, quella col classico morning show molto giornalistico dalle sei alle dieci e quindi una quasi ininterrotta sequenza di successi (che al massimo si differenziano per epoca o per genere) e quella completamente parlata, la cosiddetta talk radio. È così da vent’anni in America e da dieci almeno in tutta Europa. In questo storicamente Radio Deejay ha rappresentato finora una magnifica eccezione, l’esempio peggiore da seguire, il cavallo di Troia per una certa concorrenza, quel modo di arrivare al successo contro tutte le logiche e le statistiche. La sensazione è che questo modo di fare  cominci a non essere più competitivo, almeno in termini assoluti. È come se una radio da sola non potesse più reggere il peso di tanti contenuti, e probabilmente è anche normale e giusto che sia cos씝.

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