Personaggi – Luca Barbaresci. Attore, parlamentare e rompiscatole

Da ‘Prima comunicazione’, numero 386, Luglio-Agosto 2008


Era partito come candidato ministro. Poi sembrava certo come sottosegretario. Alla fine nessuno dubitava che avrebbe presieduto la commissione Cultura della Camera e tutti erano convinti che sarebbe stato il caterpillar della commissione di Vigilanza Rai. Invece, a tre mesi dalla sua elezione a deputato, eccolo alla vice presidenza della commissione Trasporti della Camera, che avrà  pure la competenza delle telecomunicazioni – di cui è esperto – ma per uno come lui sembra quasi un contentino. Bello come nessuna bella di questo nuovo Parlamento, allarga le braccia quasi sconsolato: essere un rompicoglioni di nome Luca Barbareschi non aiuta. Nemmeno se si può vantare, da socialista qual si dichiara, un’antica amicizia con Gianfranco Fini. Racconta che pure Gianni Alemanno – che quando non osava sperare di sedersi sulla poltrona di sindaco di Roma lo indicava come assessore alla Cultura – da quando comanda al Campidoglio quasi non gli risponde al telefono. Lui però non se ne stupisce. Anzi, se prova indignazione trapela solo quando, dal divanetto del Transatlantico dov’è seduto, sottolinea i demeriti dei tanti che fanno lo struscio sotto quella nobile navata lignea: qualcuna pure sculettando.

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