Internet e tlc – 3 Italia. Novari: ci vogliono fare neri

Da ‘Prima comunicazione’, numero 385, Giugno 2008


“Pensano di favorire i consumatori, ma in realtà  otterranno l’effetto opposto: consegneranno l’Europa in mano a quattro o cinque grandi gruppi che potranno spartirsi il mercato in due poli coordinati e fare così il bello e il cattivo tempo, e le telefonate si pagheranno di più”. Vincenzo Novari, amministratore delegato di 3 Italia, sferra un attacco frontale contro la politica tariffaria proposta in Europa da Viviane Reding, commissario europeo per la società  dell’informazione, e portata avanti in Italia da Corrado Calabrò, presidente dell’autorità  per le comunicazioni. L’oggetto del contendere sono le tariffe di terminazione, quelle cioè che le società  telefoniche si impongono a vicenda per lo sfruttamento delle rispettive reti. La Reding vorrebbe ridurle drasticamente, se non abolire, e vede di buon occhio il passaggio a un modello tariffario di tipo americano dove gli utenti pagano anche le telefonate in entrata. “Ma è stato proprio il modello europeo basato sulle tariffe di terminazione”, ribatte Novari, “che ha garantito il grande sviluppo delle telecomunicazioni mobili in Italia e in Europa, l’unica industria in cui abbiamo veramente sopravanzato gli Stati Uniti”.
Le conseguenze della nuova politica tariffaria sono particolarmente pesanti per un operatore come 3 Italia che deve ancora recuperare gli ingentissimi investimenti sostenuti per le licenze Umts e le reti di nuova generazione. “Andare adesso a ridurre le tariffe di terminazione, vuol dire crearci problemi insormontabili”, afferma Novari. “Qualcuno poi dovrebbe spiegarmi perchè Tim e Vodafone hanno goduto per otto anni di tariffe libere e noi invece al quinto anno dobbiamo già  vedercele abbassare. Non c’è una ragione al mondo. E non dimentichiamoci che 3 è stato l’unico grande investimento straniero in Italia negli ultimi dieci anni. È un investimento che dobbiamo tutelare, non dandogli una protezione, ma semplicemente offrendogli le stesse opportunità  che hanno avuto i concorrenti”.
L’amministratore delegato di 3 Italia afferma che ricorrerà  in tutte le sedi contro la riduzione delle tariffe di terminazione decise da Calabrò e fa appello al presidente del consiglio: “Chiederò a Berlusconi di intervenire. Non posso permettere che un’azienda come la nostra sia distrutta in questa maniera e che il mercato italiano,  dove la concorrenza ha portato risultati straordinari, torni indietro di 20 anni”.
Se il governo non interverrà , la vita per 3 Italia sarà  sempre più difficile, ha aggiunto Novari: “Dovremo intervenire sul fronte del costi, il che vuol dire meno investimenti in tecnologie e quindi meno copertura delle aree. Abbiamo in progetto di portare la banda larga mobile in tutte le zone anche marginali del sud. Ovviamente tutti questi progetti vengono immediatamente sospesi. Sono messi in discussione anche gli investimenti commerciali, in comunicazione e le stesse componenti strutturali dell’azienda. Non dimentichiamoci che 3 in Inghilterra era un’azienda più o meno come la nostra, di 2.600 persone; ha avuto dei problemi – in quel caso sul versante dei ricavi – ed è scesa a 1.600 persone. Non vorrei che 3 Italia facesse la stessa fine”.

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