Comunicazione e pubblicità  – Festival della mente. E’ un buon business

Da ‘Prima comunicazione’, numero 384, Maggio 2008


I progenitori sono quello dell’economia a Trento, della scienza a Genova, della letteratura a Mantova: da una decina d’anni proliferano in tutta la penisola, e tutti insieme formano una realtà  consolidata e riconosciuta in campo culturale. Ma qual è il reale impatto economico dei cosiddetti festival di approfondimento culturale sulle città  che li ospitano?
A chiederselo e a provare a dare una risposta è stata la Fondazione Cassa di risparmio della Spezia (Carispe), promotrice assieme al Comune di Sarzana del Festival della mente che a cinque anni dalla nascita è oggi una delle manifestazioni più seguite con 31mila presenze nell’edizione 2007. “In Italia sembra quasi ci si vergogni a pensare che la cultura possa produrre anche business”, dice Giulia Cogoli, ideatrice e direttore del Festival della mente. “Invece i festival fanno bene anche al turismo di qualità  e pure all’editoria. Ed è normale che le fondazioni bancarie, in molti casi main sponsor, cerchino di capire la ricaduta economica dei loro investimenti”.

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