Televisione – RaiSat. Non siamo i parenti poveri di Sky

Da ‘Prima comunicazione’, numero 382, Marzo 2008


Dopo cinque anni di inattività  Carlo Freccero è tornato a fare televisione. Nominato presidente di Raisat ha infatti la responsabilità  editoriale dei cinque canali targati Raisat, che vanno in onda sulla piattaforma pay di Sky Italia e dei futuri canali Rai sul digitale terrestre.
Freccero racconta cosa ha fatto per dare “a ogni rete una missione editoriale” malgrado i pochi mezzi a disposizione con un attento lavoro di costruzione dei palinsesti per realizzare un canale di Cinema, per fare di Premium la rete del racconto italiano in alternativa alla maggior parte delle reti Sky che sono internazionali; dare a Extra il ruolo di vetrina del servizio pubblico; e rafforzare  il patrimonio di YoYo e Smash, i canali per i bambini. “Sul satellite noi ricicliamo esclusivamente i programmi del magazzino Rai, che in quanto tali sono poco compatibili con la piattaforma Sky”, spiega Freccero. “In mancanza di un prodotto forte e autonomo il palinsesto può tornare utilissimo. Parlo del palinsesto verticale, cioè della disposizione dei prodotti per generi che crea in qualche modo una forma di serialità , per dare omogeneità  e chiarezza all’offerta. Si è trattato di creare sui diversi canali una serie di appuntamenti con cadenza settimanale che fidelizzano il pubblico di riferimento. Un’operazione che mi ha consentito di valorizzare e dare riconoscibilità  a un prodotto eterogeneo e meno pregiato di quello di Sky e di Fox. E l’altro pezzo del ragionamento è stato che questa nostra differenza andava esaltata e vissuta come un’opportunità “.
Dice ancora il presidente di Raisat: “Sono convinto che la tivù digitale sia satellitare, che la digitale terrestre free viva un po’ sospesa tra passato e futuro. Occorre pensare a una televisione diversa, ma è anche vero che il pubblico della pay è ancora affezionato al modello della tivù tradizionale. Tanto è vero che gli abbonati di Sky guardano a maggioranza i canali generalisti (da Raiuno a Canale 5, eccetera) che occupano non a caso i primi sette posti del bouquet di Sky”.
Per quanto riguarda le strategie per il futuro della Rai Freccero dice: “Il ragionamento di fondo su cui impostare qualsiasi strategia per il futuro è che non contano più le audience di quantità  ma un certo tipo di audience, e che anche la tivù generalista, come tutti gli altri mezzi, ha bisogno di avere un’audience meno passiva che vuole scegliere, consumare, fare interattività . Il processo è inevitabile”.

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