Rubriche – Nuovi media. Cosa cambia se Microsoft compra Yahoo!

Da ‘Prima comunicazione’, numero 381, Febbraio 2008


Bill Gates, il cinquantatreenne presidente di Microsoft, prima della sua annunciata uscita dalla società  di Redmond, ha fatto quello che non aveva mai fatto prima: una megaofferta ostile da 44,6 miliardi di dollari per acquisire Yahoo!, cioè per avere il banco di prima fila nel mercato della pubblicità  on line. Cifra che il board di Yahoo! ha giudicato troppo bassa, lasciando però la porta aperta a un eventuale rilancio. L’offerta ostile è insieme un segno di potenza (finanziaria) e di debolezza (culturale e tecnologica) nel mercato di Internet. Steve Ballmer, ceo di Microsoft, ha messo in chiaro che l’operazione è finalizzata a essere più competitivi di Google nei due core business della Rete, i motori di ricerca e il mercato elettronico dell’advertising on line, cioè la pubblicità  del futuro. Le cifre mostrano che la pubblicità  via Internet vale circa 40 miliardi di dollari con prospettive di raddoppio nei prossimi due anni.
L’offerta ostile di Microsoft è ancora aperta e le incognite sono molte. Ce la farà  Microsoft a recuperare terreno e, grazie all’acquisizione di Yahoo!, a diventare una vera Internet company e a condividere con Google il mercato della pubblicità  su Rete? Non è del tutto certo. Yahoo! potrebbe trovare altri partner. E soprattutto Google ha algoritmi finora non battuti sia nel campo dei motori di ricerca sia per quanto riguarda il mercato elettronico della pubblicità . Microsoft potrebbe acquisire altri centinaia di milioni di visitatori del portale Yahoo! ma non raggiungere il suo scopo, cioè battere Google nella pubblicità  on line.
Molti finanzieri americani hanno sottolineato che è meglio spendere miliardi per acquistare delle start up tecnologicamente promettenti piuttosto che un gigante in difficoltà , come è Yahoo! attualmente. La sfida dei servizi Internet si gioca più sull’intelligenza, sui talenti, sulla rapidità  dell’innovazione che sulla finanza e le fusioni organizzative. Comunque anche la dimensione conta: Microsoft e Yahoo! negli Usa avrebbero insieme una quota del 30% circa dell’advertising on line e rappresenterebbero un’alternativa credibile al semimonopolio di Google. Questa alternativa potrebbe per esempio permettere agli editori su Internet di ottenere maggiori quote sulla pubblicità  intermediata dai giganti dell’on line.
Intervistati dal New York Times, i dirigenti delle grandi aziende inserzioniste, come Coca Cola e Procter & Gamble, e delle agenzie di pubblicità , come Publicis e Wpp, hanno commentato favorevolmente l’accordo Microsoft-Yahoo!, osservando che esso potrebbe portare a una maggiore competizione nel settore dell’advertising via Internet. E questo è un bene. La concorrenza si aprirebbe soprattutto nel mobile, mercato praticamente ancora vergine. Ma qui potrebbero imporsi, oltre a Yahoo! e Google, altri competitor globali come Nokia, Vodafone, China Mobile, Apple e Disney.

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