Quotidiani – Secolo XIX. Vaccari fa arrabbiare i camalli

Da ‘Prima comunicazione’, numero 381, Febbraio 2008


Il direttore del ‘Secolo XIX’ sotto tiro per una robusta inchiesta sfociata nell’arresto del presidente del porto di Genova.
Intanto nella proprietà  sta per entrare il fondo Clessidra, chiudendo l’epoca dei contrasti fra Perrone e il cugino Brivio Sforza
Il volantino lo avevano distribuito una prima volta lo scorso 19 dicembre. Poi sono tornati alla carica giovedì 7 febbraio, tre giorni dopo l’arresto del presidente del porto di Genova Giovanni Novi, distribuendolo nuovamente per le strade di Genova. Così i camalli della Compagnia unica del porto di Genova hanno dichiarato guerra al direttore del Secolo XIX Lanfranco Vaccari. Motivo, la politica informativa del quotidiano, che dall’arrivo di Vaccari – oltre tre anni fa – ha puntato i fari sulla gestione del porto e dato il via all’inchiesta della magistratura che ha portato alla custodia cautelare del presidente Novi e messo sotto accusa la storica compagnia dei portuali, accusata di aver incassato un milione 800mila euro senza averne diritto.
I camalli vogliono la testa di Vaccari. Il volantino infatti è, insieme, un’intimidazione al direttore del Secolo e un’intimazione alla proprietà  del giornale di provvedere al licenziamento. “Quanto sta costando alla città  la campagna di stampa denigratoria che il direttore del Secolo XIX dottor Vaccari conduce contro il porto di Genova?”, si domandano i portuali. “Se la stampa viene asservita a interessi di parte cessa di svolgere il suo ruolo al servizio della pubblica informazione. Vaccari, il porto non è un tuo giocattolo ma un bene comune della città  e del Paese!”, conclude il volantino, firmato da un infuriato consiglio di amministrazione della Compagnia unica del porto.
“Seguono la stessa logica dell’ex presidente Novi, che mi aveva querelato chiedendo 5 milioni di euro di danni”, commenta Vaccari. “Secondo lui io avrei scatenato una campagna contro la sua gestione del porto… è finita che lui è stato arrestato per concussione, truffa, turbativa d’asta e altro ancora, mentre io sono qui a prendere atto di quel che è successo. Adesso i camalli seguono la stessa logica, attaccano me invece di rispondere nel merito sulla vicenda del milione 800mila euro incassato in maniera del tutto impropria”.

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