Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

Legge finanziaria 2008 – Decreto fiscale – Ddl n. 1819 – Con il via libera del Senato del 27 novembre, è diventato legge il decreto collegato alla legge finanziaria che contiene le principali misure fiscali della manovra economica e, per quanto riguarda il settore dell’editoria, tutte le norme che riducono il sostegno diretto e indiretto alla carta stampata. Il voto di fiducia imposto alla Camera ha impedito ulteriori modifiche. Viene dunque confermata la riduzione del 2% dei contributi diretti ai giornali di partito e alle piccole cooperative. Le altre testate subiranno un taglio del 7% sulle tariffe postali agevolate, che sale al 12% per chi percepisce sgravi al di sopra del milione di euro (cioè i grandi gruppi editoriali, dal Sole 24 Ore al Gruppo Espresso a Rcs MediaGroup). Una decisione che ha suscitato la reazione del presidente della Fieg, Boris Biancheri, che ha accusato il governo di scarso interesse verso l’editoria della carta stampata.
Nel decreto fiscale è stato introdotto anche il differimento dal 2008 al 2012 del termine per il passaggio dalla tivù analogica a quella digitale. “Ma non è un regalo a Mediaset”, ha precisato il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, rispondendo il 21 novembre a un’interrogazione presentata dal Pdci. Semmai con il differimento, ha sottolineato il ministro, cadrà  l’alibi creato dalla legge Gasparri per non riconoscere i diritti sanciti dalla Corte costituzionale quando nel 2002 impose a Retequattro di liberare le proprie frequenze. “Spostando in avanti la fine dell’analogico”, ha dichiarato Gentiloni, “possiamo riprendere la giurisprudenza costituzionale e dare a chi ha i diritti e non le frequenze, come Europa 7, la possibilità  di esercitarli”.


Nella rubrica su ‘Prima comunicazione’ si parla anche di: Riforma del sistema radiotelevisivo e riforma della Rai; Diritti sportivi; Codice sulle trasmissioni; Legge sul cinema; Modifica esame giornalisti; Editoria on line per gli italiani nel mondo


(le cronache parlamentari sono state chiuse il 5 dicembre)

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