Rubriche – Qui Washington. Dura la vita del reporter alla Casa Bianca

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 379, Dicembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

“Thank You, Mr. President” è il titolo dell’ultimo The Kalb Report, il seminario al quale hanno partecipato centinaia di studenti della facoltà  di giornalismo della George Washington University, oltre a politici e giornalisti, che si è tenuto al National Press Club a Washington. Questa è la frase con la quale si concludono le conferenze stampa alla Casa Bianca ed è stata coniata da Helen Thomas, decana dei giornalisti accreditati presso la White House. Sul palco c’era anche lei – assieme a Marvin Kalb, figura leggendaria di giornalista ed educatore, David Gregory, Dan Rather e David Sanger – a esaminare cinquant’anni di relazioni tra il mondo dell’informazione e i vari presidenti che si sono succeduti alla guida degli Stati Uniti.
“Quello che noi conosciamo di un presidente lo apprendiamo dai reporter che coprono la Casa Bianca”, ha detto Kalb nella sua introduzione. “E loro sanno molto di più di quanto ci dicono”. In effetti le conferenze stampa del portavoce del presidente si svolgono in due fasi distinte: nella prima, che viene seguita in diretta dalle televisioni, i giornalisti pongono le domande e il portavoce prova a dare delle risposte, il più delle volte evasive per non essere costretto a trincerarsi dietro il ‘no comment’. Una volta spente telecamere e microfoni, i giornalisti si assiepano intorno al podio e – sulla base di un severo ‘off the record’ che viene rispettato da tutti – il portavoce risponde alle domande instaurando un dialogo che ai giornalisti serve soprattutto per farsi un’idea dello scenario in cui si muove la politica del presidente a breve e medio termine.
I protagonisti di The Kalb Report erano tutti giornalisti di provata esperienza nei rapporti con la Casa Bianca. A cominciare da Helen Thomas, icona del giornalismo politico americano, che malgrado i suoi 87 anni continua a essere presente a ogni conferenza stampa e si distingue per le sue domande all’acido nitrico: ha coperto tutte le presidenze cominciando da John F. Kennedy, per 57 anni è stata corrispondente della United Press International e oggi lavora come syndicated columnist per Hearst Newspapers. David Gregory è stato capo corrispondente dalla Casa Bianca per la Nbc e collabora regolarmente al telegiornale Nbc Nightly News con Brian Williams e ad altre importati trasmissioni. Dan Rather, 74 anni, è il decano degli anchorman americani e, dopo essere stato estromesso in malo modo dalla Cbs, attualmente lavora come anchor e managing editor di ‘Dan Rather Reports’ su HdNet, un network nazionale in alta definizione trasmesso via cavo. David E. Sanger è il chief Washington correspondent del New York Times e ha coperto l’amministrazione Bush negli ultimi sette anni.
Il dibattito, nonostante la fermezza del conduttore Marvin Kalb, ha raggiunto punte di polemica tra David Gregory, un fervente repubblicano, ed Helen Thomas che non ha risparmiato feroci contestazioni al giovane collega e all’amministrazione Bush. Ma su alcuni punti tutti hanno concordato. Il mestiere di reporter dalla Casa Bianca è estremamente difficile perché ci si scontra di continuo con la pesante organizzazione di pubbliche relazioni messa in piedi dallo staff del presidente, tanto più oggi che il flusso d’informazioni è sempre più controllato da un ristretto numero di persone che lo circondano.

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