Rubriche – Nuovi media. Ben venga la competizione sulla banda larga

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 379, Dicembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Ben venga la competizione sulla banda larga.
Anche in omaggio al titolo della rubrica, mettiamo insieme un po’ di numeri per comprendere il peso che hanno i nuovi media – in particolare Internet – e come sia importante la ‘nuova’ Telecom Italia per la crescita dell’advertising on line nel nostro Paese. Il fatto è che i media tradizionali parlano troppo poco della diffusione di Internet e della crescita della pubblicità  on line. E si può capire il perché…
Secondo un recente rapporto della European Interactive Advertising Association il 57% degli europei, circa 170 milioni di cittadini, accede regolarmente a Internet. E i giovani tra i 16 e i 24 anni passano già  più tempo su Internet che sulla tivù. È la banda larga che fa esplodere il numero di navigatori che utilizzano intensivamente il web. Il 42% dei navigatori è già  in contatto con siti di social networking come MySpace e YouTube. Il 30% circa guarda video, ascolta la radio on line e scarica musica e film dalla rete. E queste percentuali sono destinate a salire vertiginosamente con la crescita del broadband. Insomma la rete diventerà  non solo un mezzo di comunicazione ma anche il luogo privilegiato del consumo dei media.
Negli Stati Uniti, secondo uno studio dell’autorevole società  di ricerca Veronis Suhler Stevenson (Vss), già  oggi il tempo speso su Internet è maggiore di quello passato a leggere i quotidiani. Gli investimenti pubblicitari seguiranno – anche se con un certo ritardo – le variazioni nel consumo dei media. Secondo Vss, nel 2011 la pubblicità  on line raggiungerà  62 miliardi di dollari, superando quella sui quotidiani (60 miliardi).
Ma ritorniamo in Europa. Alcune società  prevedono che in Gran Bretagna e in Svezia già  quest’anno la pubblicità  via Internet supererà  quella sui quotidiani. In Italia l’Internet Advertising Bureau (Iab) stima che il mercato totale del web – che conta circa 24 milioni di utenti Internet – sia pari a 665 milioni di euro, cioè a circa il 3% dell’advertising sui media classici. Siamo in ritardo rispetto all’Europa (8% circa) ma stiamo recuperando. Il problema dell’advertising on line in Italia è che le aziende di largo consumo, ovvero i principali investitori pubblicitari, non si fidano ancora di Internet, a differenza che negli Usa e in Gran Bretagna.
Il problema del ritardo italiano relativo alla penetrazione di Internet è però più grave. Siamo poco informatizzati anche se ormai oltre la metà  delle famiglie ha un personal computer e siamo sotto la media rispetto ai 25 Paesi europei per quanto riguarda gli accessi veloci a Internet. Su 100 abitanti, abbiamo solo 15 linee broadband contro le 18,6 della Ue. Anche la Spagna ci batte. In numero assoluto, abbiamo 9,5 milioni di linee Adsl (dati di luglio) contro i 7,5 milioni della Spagna, gli oltre 14 della Francia e della Gran Bretagna, i 17,5 milioni della Germania. Uno dei problemi è che da noi, secondo i benchmarking internazionali, i prezzi dell’Adsl sono mediamente abbastanza alti rispetto al resto d’Europa. Il prezzo minore è quello di Free in Francia che per 30 euro al mese offre Internet ultraveloce, telefonate gratis, un decoder in grado di ricevere anche la tivù digitale terrestre e 257 canali tivù on line, di cui 144 gratuiti, alcuni ad alta definizione, con film on demand.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale