Case editrici – Hachette Rusconi. Un anno d’oro

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 379, Dicembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Dice di essersi limitato a fare il direttore d’orchestra, e allora la musica che negli ultimi mesi è arrivata a Parigi da Viale Sarca deve essere sembrata una dolce melodia alle orecchie del vertice francese di Hachette.
Stefano De Alessandri, da poco più di due anni amministratore delegato di Hachette Rusconi, nel corso del 2007 ha infatti raddoppiato il livello di redditività  della casa editrice, portandolo allo standard che Hachette chiede alle sue filiali internazionali: “Chiuderemo l’anno con un Ebitda del 10,1% su un fatturato netto, dove Marie Claire è presente al 50% del suo valore, attorno ai 135 milioni”, anticipa. Fatturato leggermente inferiore a quello dello scorso anno – malgrado ricavi da diffusione pressoché uguali e ricavi pubblicitari in aumento quasi del 3% – a causa dei minori ricavi provenienti dai collaterali: “Un’attività  che abbiamo fortemente ridotto da marzo per riorganizzarla, a partire dal 2008, sotto la guida di Maria Cristina Della Ragione”, spiega De Alessandri. “Nel 2006 il contributo dei collaterali era stato di oltre 8 milioni, scesi a tre quest’anno. E nel 2008 vogliamo portarlo a sei, con una serie d’iniziative concentrate al 90% su Gente”.
De Alessandri rivendica come caratteristica della sua gestione uno spirito collegiale che s’incarna nel comitato esecutivo, formato da otto persone, che dal gennaio di due anni fa lo affianca nella conduzione dell’azienda. “È stata la mia prima decisione”, ricorda. E anche per questo, visti i risultati del 2007, ha voluto promuovere tre dei partecipanti a questa sorta di ‘tavola rotonda’ che si riunisce ogni lunedì mattina alle dieci: i direttori di divisione Roberta Battocchio ed Egidio Mauri, ora vice direttori generali rispettivamente per l’area femminili e arredamento e per quella familiari e specializzati; e Filippo Berti, passato da direttore commerciale a direttore centrale operativo. Oltre a loro ne fanno parte Giorgio Grassi, amministratore delegato di Hachette Rusconi Pubblicità ; Roberto Moroni, direttore produzione e acquisti; Marcello Sorrentino, direttore finanziario; Alessandro Bizzaro, direttore risorse umane, e la new entry Enrico Fiorentin: arrivato in azienda in aprile come direttore della Divisione web e nel comitato dallo scorso settembre.
Proprio la crescita della Divisione web, che oggi comprende 26 persone di cui 8 giornalisti, è uno dei fatti salienti del 2007. “I primi sei mesi sono stati di semina. I risultati sono arrivati nel secondo semestre, con il lancio di elle.it e del sito di Riders e la messa a punto del portale tuttomoto.com”, racconta l’amministratore delegato. “L’investimento è di 2,5 milioni all’anno per il 2007 e il 2008. I ricavi sono ancora modesti, ma raddoppiano ogni anno: prevediamo che l’anno prossimo raggiungano il 2% del fatturato pubblicitario totale e, in un budget concordato con Parigi, arrivino al 5% fra tre anni”.
Ma questo è stato anche un anno di revisione del portafoglio dei periodici, con la chiusura di Quark, la cessione di Rakam, la sospensione di Gente Mese, il passaggio di Tuttomoto dalla carta al web e, a settembre, il lancio del maschile Riders: “Un lancio che considero importante perché traccia un percorso che, partendo da una situazione di crisi, individua come uscirne con un giornale innovativo”, precisa De Alessandri. Convinto che in un mercato stramaturo come quello italiano, l’unica strada percorribile per i periodici sia quella dell’originalità  – “Non ha più senso lanciare giornali riconducibili ad altri già  esistenti”, sottolinea – De Alessandri non esclude di portare in edicola qualche novità  nel 2008. Per questo ora ha affidato uno dei ruoli che ricopriva Vera Montanari, quello di responsabile dello sviluppo editoriale, a Rossella Venturi, vice direttore attualità  di Marie Claire fino al maggio 2006 quando lasciò il mensile per occuparsi del progetto di magazine femminile in joint venture con Il Sole 24 Ore, progetto ora tramontato.

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