Associazioni e sindacati – Fnsi. Siddi segretario, Natale presidente

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 379, Dicembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Fnsi, non si cambia.
Sembrava dovesse succedere uno sfracello. Da mesi gli oppositori alla lunga gestione (11 anni) di Paolo Serventi Longhi e della maggioranza di centrosinistra del sindacato dei giornalisti suonavano
i tamburi e le trombe di guerra. Invece a Castellaneta Marina, in Puglia, dove a fine novembre si è tenuto il congresso nazionale della Federazione nazionale della stampa, è andato in onda il solito copione: tutti concentrati su posti e organigrammi, ancora una volta la maggioranza agli alleati di sempre, diesse e cattolici di sinistra schierati sotto varie bandiere, e i temi fondamentali, come il ruolo dei giornalisti in un mondo dei media in rivoluzione e la vertenza per il rinnovo del contratto, bloccata da quasi tre anni, sullo sfondo.
Serventi Longhi ha lasciato il posto di segretario della Fnsi a Franco Siddi, il presidente uscente ha ceduto la sua poltrona a Roberto Natale, leader dell’Usigrai. Dal punto di vista degli equilibri interni non è cambiato nulla o poco. Da una parte la maggioranza, con un 60% dei voti, formata da Autonomia e solidarietà  (a Milano Nuova informazione), Giornalisti uniti di Siddi, i cattolici di sinistra di Impegno sindacale e il gruppo delle undici associazioni regionali di ‘servizio’ (Abruzzo, Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Trentino Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto). Dall’altra l’opposizione con i romani di Punto a capo (la componente guidata da Silvana Mazzocchi), i milanesi di Stampa democratica (Giovanni Negri), Quarto potere (Edmondo Rho e Daniela Stigliano) e Senza bavaglio (Simona Fossati e Massimo Alberizzi), il gruppetto di Giuseppe e Pierfrancesco Gallizzi, l’associazione calabrese, parte di quelle toscana e siciliana, e Stampa romana.
C’è stato anche un tentativo di formare una giunta unitaria, ma parte dell’opposizione, ben felice di evitare di compromettersi nella spinosissima vertenza contrattuale, ha ritenuto insoddisfacente l’offerta di due vice segretari aggiunti su quattro.
Chi sono Franco Siddi e Roberto Natale che hanno deciso di prendersi sulle spalle il fardello di tenere insieme il sindacato in una prova contrattuale decisiva per il suo futuro, senza godere di quei poteri e piccoli onori che una volta comportava essere leader della Fnsi? Qui di seguito una loro breve storia professionale e sindacale.
Franco Siddi, il segretario
Francesco Angelo (Franco) Siddi, 54 anni, giornalista del Gruppo Finegil L’Espresso (la sua testata è La Nuova Sardegna), originario di Samassi, un piccolo centro agricolo del Cagliaritano, è iscritto al sindacato dei giornalisti da 30 anni, quando diventò pubblicista collaborando con L’Unione Sarda e Il Lavoratore Sardo, periodico di cultura e azione operaia delle Acli locali, che ha coordinato tra la fine degli anni Settanta e la prima parte degli anni Ottanta. Dopo una lunga gavetta (otto anni) da collaboratore esterno dell’Unione e come corrispondente-informatore del Gazzettino Sardo Rai, nell’ottobre 1981 arriva la prima assunzione come praticante a L’Altro Giornale di Cagliari, testata che ebbe poca fortuna (chiuse nel marzo 1983). Seguirono quasi tre anni da addetto stampa del Comune di Cagliari e, dalla fine del 1985, finalmente l’ingaggio alla Nuova Sardegna, prima in cronaca poi alla politica e al sindacale regionale.
 Entrato nel Cdr Siddi diventa animatore dei primi coordinamenti dei comitati di redazione dei giornali locali del gruppo Caracciolo, e conquista la presidenza dell’Associazione della stampa sarda che domina per quasi dieci anni dal 1992 al 2001, entrando anche nella giunta Fnsi. Ex aclista, in sintonia con Sergio D’Antoni all’epoca leader della Cisl, Siddi lanciando la proposta di un patto sociale per l’informazione e parlando di sfida riformatrice diventa uno dei leader dei moderati della maggioranza del sindacato affiancando come vice segretario il diessino Paolo Serventi Longhi. Tra i due si stabilisce un’alleanza di ferro che porta Siddi a essere nominato presidente della Fnsi nel novembre 2001 al congresso di Montesilvano, riconfermato poi a quello successivo di Saint Vincent nel 2004, sempre in tandem con Paolo Serventi segretario.
Non è un caso dunque che Siddi, eletto adesso segretario al primo scrutinio (con 199 voti su 310), abbia dedicato al suo predecessore un riconoscimento non formale: “C’era chi aveva immaginato un passaggio rovinoso per il sindacato, ma Paolo Serventi Longhi ha portato al congresso un sindacato carico di amarezza, per non aver rinnovato il contratto, ma solido e robusto”, ha detto Siddi che però ha voluto lanciare subito un messaggio agli editori a proposito della lunga guerra per il rinnovo contrattuale. “Il contratto si scrive insieme. Né la Fieg né la Fnsi possono pensare di scriverlo da sole”, ha sottolineato il neo segretario. “Il nostro tentativo sarà  quello di far prevalere il ragionamento sulle contrapposizioni ideologiche e sulle contraddizioni degli stessi editori”. Segnalando quello che sarà  probabilmente il suo stile di governo: la mediazione.

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