Il Parlamento e le leggi sulla comunicazione

Mentre il Senato approvava in prima lettura la legge finanziaria 2008, la commissione Bilancio della Camera ha cominciato a esaminare il decreto fiscale di accompagnamento che, tra l’altro, contiene le principali misure nel settore dell’editoria e della radiotelevisione, compresi il taglio delle provvidenze ai giornali e il differimento dal 2008 al 2012 dell’entrata in vigore del digitale terrestre.
Molti gli emendamenti presentati da maggioranza e opposizione al decreto fiscale. Il pacchetto presentato da Enzo Carra (a nome del nascente Partito democratico) propone, in sintesi, l’abolizione dell’articolo 10 nella parte in cui i contributi diretti e indiretti ai giornali vengono tagliati in misura che varia dal 2 al 7 e al 12% (vedi anche pag. 80). Vertono invece soprattutto sull’emittenza radiotelevisiva gli emendamenti presentati da Egidio Pedrini (Italia dei valori) che chiedono tra l’altro di esentare dal pagamento delle imposte di concessione le emittenti locali a carattere comunitario (195 tivù e 300 radio). Pedrini propone inoltre l’abolizione del pagamento del canone Rai a partire dal prossimo anno, misura già  introdotta nella Finanziaria per le fasce a reddito più basso.
Probabile poi, quando si aprirà  il dibattito in aula a Montecitorio, la ripresentazione del cosiddetto ‘emendamento Montino’ sul digitale terrestre, bocciato al Senato dall’opposizione, quindi anche da Forza Italia, in quella che il diessino Michele Meta ha definito “un’operazione di strabismo politico”. L’emendamento, come avevano chiesto sia Mediaset sia la Rai, introduceva la possibilità  di passare alla nuova tecnologia per aree geografiche, sul modello sperimentato in Sardegna e Valle d’Aosta.
Nella legge finanziaria (ddl n. 1817) sono stati inoltre previsti incrementi ai fondi per il sostegno alle tivù locali (10 milioni di euro), per lo sviluppo di banda larga e digitale terrestre (50 milioni di euro) e per il passaggio al digitale (20 milioni di euro). Confermati anche gli incentivi fiscali a supporto del cinema italiano: l’articolo 7 prevede un credito d’imposta fino a un milione di euro per gli anni 2008, 2009 e 2010 per chi produce film sul territorio italiano utilizzando manodopera italiana e favorendo l’apprendistato. Misure fiscali sono previste anche per la distribuzione. Con un emendamento presentato in aula da Willer Bordon, e sostenuto da sempre dalla forzista Gabriella Carlucci, il Senato ha inoltre introdotto il cosiddetto tax shelter: la detassazione degli utili reinvestiti nella produzione o distribuzione di opere cinematografiche italiane. La misura è stata estesa (con il limite però del 30% degli utili) anche ad altre imprese operanti in settori diversi da quello cinematografico. Le agevolazioni, precisa l’emendamento, “sono usufruibili entro un limite di spesa di 5 milioni di euro per il 2008, di 10 milioni per il 2009 e di 15 milioni per il 2010″.
Durante la discussione della Finanziaria e del decreto fiscale alla Camera potrebbe essere modificato l’articolo che fissa a 274mila euro lordi all’anno il tetto ai compensi di dipendenti, collaboratori e consulenti delle società  a partecipazione pubblica. Tra queste vi è la Rai dove questo limite – ha denunciato il direttore generale Claudio Cappon – danneggerebbe la tivù pubblica. “Se uno dei soggetti in campo non può acquisire le risorse migliori perchè ha delle limitazioni, viene fortemente penalizzato”, ha dichiarato Cappon. “Se la Rai continuerà  a essere stretta da vincoli di governo, amministrativi e burocratici, a un certo punto dovremmo alzare le braccia e arrenderci”. Cioè: privatizzare l’azienda. “Tra l’asfissia e la morte di un’azienda da 10mila dipendenti e la privatizzazione”, ha infatti spiegato il direttore generale, “meglio rinunciare all’idea di servizio pubblico e cercare di salvare i posti di lavoro andando sul mercato”. Anche l’Usigrai, il maggiore sindacato dei giornalisti Rai, si è detto contrario al tetto. Così come molte forze politiche di maggioranza a cominciare dai Ds

Nella rubrica su ‘Prima comunicazione’ si parla anche di:
Riforma della Rai, Riforma del sistema radiotelevisivo, Legge sull’editoria, Riforma del diritto d’autore, File sharing, Disposizioni sulla Siae.


(le cronache parlamentari sono state chiuse il 9 novembre)

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