Rubriche – Showblitz. La 7 vincitrice morale della stagione tivù

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 378, Novembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Chi sarà  il vincitore del periodo di garanzia autunnale? Di certo questa stagione sarà  ricordata come quella in cui la Rai ha collezionato più errori di tattica e strategia nella formulazione del palinsesto, e la stagione nella quale questi errori hanno causato i danni maggiori minando la supremazia storica del network pubblico.
Ma le ragioni di questi errori vengono anche da lontano, vengono cioè da scelte strategiche sbagliate operate negli anni passati.
La più evidente è rappresentata dagli effetti, sul palinsesto e sui conti di bilancio, del contratto di acquisizione dei diritti sportivi siglato ormai tre anni fa. Dobbiamo fare uno sforzo di memoria per rammentare l’ondata di sdegno del mondo politico, pilotata con grande abilità  dalle lobby del pallone, che costrinse la Rai, nel corso della trattativa per l’acquisizione dei diritti sul campionato italiano, sulla Champions League e sui campionati del mondo, a capitolare di fronte alle richieste esagerate delle società  sportive, mancando l’occasione di un drastico ridimensionamento economico di tali diritti.
Questo accordo fu salutato all’epoca dalla soddisfazione quasi infantile dell’appena nominato consiglio di amministrazione che lo dipinse come un atto di coraggio del servizio pubblico, capace di scongiurare l’uscita dai palinsesti Rai del calcio. Nella sostanza una pagina di democrazia catodica che in realtà  si tradusse soltanto nella perdita dei diritti storici sul campionato italiano e in una modesta presenza della Rai – senza alcuna esclusiva – nella trasmissione delle partite di Champions (due per ogni turno senza la garanzia che all’interno ci fossero delle squadre italiane) e di due campionati del mondo.
Risultato finale: perdita della supremazia storica della domenica pomeriggio con i diritti high rigths (‘Quelli che il calcio’, ecc.), spostamento generale del pubblico sportivo sulla piattaforma Sky (elemento rivelatosi strategico per la penetrazione sul pubblico della piattaforma satellitare), un impegno economico esagerato, il cui impatto si comincia ad affacciare sui bilanci producendo effetti disastrosi (solo in questa stagione e solo per la Champions circa 47 milioni), e infine una rigidità  di palinsesto che obbliga a scelte molto dispendiose per arginarne i danni.
È utile ricordare che questa pagina sui diritti sportivi era partita dal tentativo della Rai di togliere a Mediaset i diritti della Champions. Visto come è finita si impone una riflessione: ogni scontro tra i due colossi della free tv offre immediatamente una opportunità  di rilancio agli altri competitor del mercato televisivo, ieri a Sky sullo sport, questa stagione, in modo evidente, alla 7.
Certo, comunque vada a finire questo periodo di garanzia, il vincitore morale della stagione sarà  La 7; con scelte intelligenti, sfruttando gli errori dell’avversario, attraverso un modestissimo incremento economico è riuscita a migliorare notevolmente la sua posizione.

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