Televisione ““ Rai. Ma questa è una rivoluzione!

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 378, Novembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Il vice direttore generale Giancarlo Leone ha deciso di prendere di petto il groviglio dei problemi editoriali della Rai e ha presentato ai vertici aziendali un documento nel quale mette in fila le magagne della programmazione attuale e prospetta una serie di interventi e di strumenti per arrivare a una vera rifondazione dell’offerta televisiva
Leggendo il corposo piano editoriale della Rai (90 pagine, pubblicato nei documenti di Primaonline.it), che è anche una specie di libro-verità  sulla degenerazione dell’offerta del servizio pubblico, ci si chiede come mai i vertici dell’azienda non abbiano deciso di intervenire prima. Sono allarmanti i trend dell’invecchiamento della Rai cresciuti a un tasso più elevato di quello della popolazione italiana e più di Mediaset. La platea della Rai ha infatti raggiunto l’età  media di 51,6 anni, le tre reti si contendono lo stesso pubblico tradizionale, più femminile Raiuno e Raidue, più maschile Raitre. Nel frattempo le giovani generazioni e i pubblici più esigenti e danarosi hanno preso la fuga verso Sky e i nuovi media. Chissà  quanto sono contenti i responsabili della Sipra, la concessionaria di pubblicità .
Sarà  per questo che il vice direttore generale Giancarlo Leone ha deciso di prendere di petto il groviglio dei problemi editoriali e con le direzioni marketing e palinsesto ha scritto un documento del tutto anomalo rispetto ai piani precedenti. Nel quale, mettendo in fila le magagne della programmazione attuale, prospetta una summa di interventi e di strumenti per arrivare a una vera rifondazione dell’offerta. Linee guida per rimettere la Rai in grado di competere con concorrenti più numerosi e feroci in un mercato complesso, e allo stesso tempo per smarcare la programmazione da quella commerciale riqualificando la mission di servizio pubblico come prescrive la più severa Carta dei doveri sottoscritta col ministero delle Comunicazioni.

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