Istituzioni – Agenzia del Demanio. Il primo censimento del patrimonio dello Stato

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 376, Ottobre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

“Fino al 2001 il Demanio era una direzione generale del ministero delle Finanze e aveva una fama pessima, tanto che era soprannominato il Demonio. Mi ricordo corridoi pieni di pratiche, cartelline di color beige su carrelli portati dagli uscieri. In tutta Italia non avevamo più di 200 personal computer e 20 stampanti, di cui una sola a colori”. Il direttore generale dell’Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, racconta come negli ultimi anni si è passati da un apparato burocratico inefficiente, una sorta di girone infernale, a una moderna struttura privata (l’Agenzia appunto) in grado di valorizzare adeguatamente il gigantesco patrimonio immobiliare dello Stato.
Il risultato dell’ultimo quadriennio di lavoro dell’Agenzia del Damanio sarà  presentato domani a Roma, nel corso del convegno ‘Conoscere per riconoscere’, che si terrà  a Palazzo Colonna, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In contemporanea partirà  una campagna pubblicitaria firmata da Bayer Associati che andrà  sui media della carta stampata, quotidiani e settimanali per far conoscere l’iniziativa al grande pubblico.
Nell’incontro di Palazzo Colonna, Elisabetta Spitz consegnerà  al presidente Napolitano il censimento del patrimonio dello Stato, qualificando il nostro Paese come il primo ad averlo realizzato. Beni storici di altissimo valore come l’Arsenale di Venezia o tesori nascosti come Villa Tolomei a Marignolle (Firenze), teatri e possedimenti, case coloniche e terreni, tutto è stato catalogato e valorizzato con precisione. L’Agenzia del Demanio ha il compito di amministrare tutti questi beni immobiliari, razionalizzandone e valorizzandone l’uso, anche attraverso la loro gestione economica.
Rivisitato e valorizzato anche il sito istituzionale (www.agenziadeldemanio.it) e rafforzata la comunicazione commerciale attraverso la creazione di www.demaniore.com, il portale immobiliare che nell’ultimo anno ha registrato oltre 7 milioni di accessi e contatti da oltre 80 Paesi.
“L’organico del Demanio pubblico era di 1.800 persone, ora è di 900″, spiega Spitz. “Abbiamo consentito al personale di fare un’opzione: restare o andarsene ed è inutile che le dica che la gran parte della gente non voleva rimanere perché temeva la privatizzazione. Eppure, mi creda, tra i dipendenti del vecchio Demanio c’erano persone eccezionali che ho faticato a trattenere. Oggi l’Agenzia del Demanio ha 20 filiali regionali e 36 sedi. Lavoriamo in video conferenza, facciamo briefing in continuazione, perché dobbiamo parlare, affrontare i problemi, offrire un unico volto al pubblico. Buona parte del patrimonio inutilizzato, oggi con la concessione di valorizzazione può essere rimesso nel ciclo produttivo. Abbiamo finalmente la possibilità  di rimettere nei mercati una buona parte di patrimonio che prima non era neppure proponibile”.

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