Comunicazione e pubblicità  – Studi legali. L’avvocato si mette in vetrina

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 376, Ottobre 2007, di ‘Prima Comunicazione’

Da un anno gli studi legali possono farsi pubblicità .
Contro il decreto Bersani che nel luglio dello scorso anno ha aperto la strada alla liberalizzazione delle professioni gli avvocati avevano addirittura scioperato (sotto accusa soprattutto l’abolizione delle tariffe minime), ma non per questo hanno rinunciato a una delle nuove opportunità  offerte dal provvedimento del ministro dello Sviluppo economico: quella di pubblicizzare l’attività  dei loro studi, indicando tanto di specializzazioni, caratteristiche del servizio e prezzo delle prestazioni.
In aggiunta alle classiche inserzioni sulla free press o sulle riviste specializzate, ormai da un anno vengono potenziati i siti web (è possibile anche indicare i nomi di clienti altisonanti); fioriscono blog con pareri legali e preventivi; si moltiplicano le vetrine virtuali come gli elenchi on line della ‘Guida avvocati 2007’ realizzata dal mensile TopLegal. Non solo: gli studi si affidano sempre più spesso ad agenzie di pubbliche relazioni e danno vita a uffici marketing interni. Un altro strumento utilizzato sono le promozioni tipicamente commerciali, come l’offerta di qualche ora di consulenza gratuita per testare il servizio. O ancora, l’organizzazione di convegni incentrati non tanto sulla giurisprudenza quanto sulla possibilità  di fare affari.

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