Rubriche – Lettera da Londra. Il sesso all’inglese

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 376, Settembre 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Non è facile spiegare perché nella televisione britannica risultano del tutto assenti spettacoli di intrattenimento che fanno leva sull’attrazione erotica o che mostrano caroselli di ballerine svestite, vallette e soubrette seminude e provocanti. Invece, come è noto, il genere ha un certo peso nella televisione italiana, pubblica e commerciale, tanto da aver fatto scattare le feroci critiche del Financial Times, in una paginata agli inizi di luglio. L’avanspettacolo con qualche balletto un po’ osé non ha mai avuto e non ha alcuna presenza nei programmi di intrattenimento della tivù britannica. Tuttavia, il ‘nudo erotico femminile’ è una delle principali leve iconografiche della stampa quotidiana popolare inglese. La domenica, qualche quotidiano più spregiudicato ogni tanto allega un dvd porno (nel senso di hard core). Qualche negoziante più timorato copre questi quotidiani con un pezzo di plastica opaca per limitare l’imbarazzo dell’esposizione. Altro che ballerine… In Italia sarebbe inammissibile.
Il rapporto con il nudo erotico femminile fra stampa e tivù, fra Italia e Gran Bretagna, pare letteralmente invertito. L’assenza delle ballerine seminude in televisione non deve però trarre in inganno, infatti  la tivù britannica non rinuncia assolutamente alla leva del sesso per attrarre audience. Lo fa ma in un contesto completamente diverso e senza ricorrere allo stile avanspettacolo considerato  “politicamente scorretto” e “antifemminista”, ma preferendo una cornice completamente diversa. L’approccio con il sesso della tivù britannica passa attraverso una chiave anatomico chirurgico educazionale, e spesso e volentieri attraverso il tasto del ‘ributtante’. La chirurgia plastica ‘live’ ha ormai una presenza costante nei palinsesti ed è frequente vedere dal vivo soprattutto operazioni di cambio di sesso o altre operazioni chirurgiche o ispezioni corporee che si soffermano da vicino sui particolari anatomici (ad esempio, nel recente programma ‘Sex Change Hospital’, su Channel 4/More 4, ore 22,30).
Negli ultimi anni, il genere ‘cambio di sesso dal vivo’ è stato così insistente che una giornalista del Times ha scritto: “Possiamo ora sospendere questi documentari interessanti sui transessuali? A questo punto, finanche il nonno più conservatore ne ha visto almeno uno”. Ma il programma scorre nella rigorosa cornice del programma educativo, del ‘factual’ e della tivù verità  abbondantemente documentata e senza veli.
Nei programmi britannici, ogni tipo di pratica sessuale è mostrata in dettaglio in quel limbo fra fiction e realtà  che ormai domina una buona percentuale delle docufiction reality. Abbondano le inchieste sulla storia o l’industria della pornografia dove si alternano astutamente interviste ai protagonisti e abbondanti stralci di documentazione audiovisiva. Tutto molto educational, naturalmente. Bbc ha mandato in onda un documentario dal titolo ‘My Big Breast and Me’ (Bbc 3, ore 21) sulla vita delle donne col seno enorme e sui loro problemi, dalla scoliosi alle relazioni sociali. Sullo stesso canale non poteva mancare un documentario sulla chirurgia plastica e su un tema ancora non toccato, quello delle operazioni ai pazienti sotto i 18 anni (‘Under 18 And Under The Knife’) e poi un sofisticato documentario reality su quanto si può essere sporchi se si rimane sei settimane senza lavarsi (‘How Dirty Can I Get?’).
Non poteva mancare nemmeno uno dei temi più gettonati dalla nuova tivù britannica, quello delle dimensioni del pene (‘My Penis And Everyone Else’s’, seguito di ‘My Penis and I”). Sul genere aveva fatto scuola Channel 4 con il trittico ‘The World’s Biggest Penis’, ‘The Perfect Penis’ e ‘The Man Who Lost His Penis’ (‘I peni più grossi del mondo’, ‘Il pene perfetto’ e ‘L’uomo che ha perso il pene’). Nello spericolato programma ‘Sin Cities’ (‘Le città  del peccato’, in onda su Ftn, Flextech Television Network, alle 23,30) i due presentatori visitano di volta in volta i club di sesso estremo, provando e mostrando in dettaglio tutte le specialità  possibili e immaginabili.
Nelle prossime stagioni televisive la tendenza sarà  sempre più marcata. La televisione sente ormai il fiato di Internet sul collo. L’abbondante e libera offerta di immagini che proviene dai siti audiovisi del web, spinge l’offerta televisiva ad adeguarsi alla stessa cultura spregiudicata che caratterizza la rete. Si deve poter mostrare e vedere tutto senza timori e limiti. Gli strateghi della televisione britannica lo hanno capito da tempo e sanno che i programmi televisivi, tanto quelli di genere factual quanto le fiction e le reality fiction, devono raccontare con crudezza la società  contemporanea senza nascondere nulla sotto il tappeto. Tanto più che in termini di audience i conti tornano.    
Julian Bellamy, figura chiave della programmazione di Channel 4, promette più spazio per contenuti forti, trasgressivi e sovversivi. Non a caso quando era a Bbc 3, la rete più trasgressiva della Bbc, aveva dato il via libera a programmi come ‘F*** Off’, ‘I’m a Hairy Woman’ (‘Sono una donna pelosa’), ‘Teen Hooks on Porn’ (‘I giovani vittime del porno’).

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