Quotidiani – Repubblica. Internet, ferie e soldi

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 374, Giugno 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Prima uno sciopero durissimo, poi la mediazione del direttore Ezio Mauro, infine la ripresa dei contatti tra giornalisti e azienda. E adesso la firma dell’accordo. Un evento a Repubblica dove i rapporti sindacali ultimamente si erano completamente sfaldati fino a precipitare in una raffica di scioperi e contestazioni che avevano reso il clima di Largo Fochetti irrespirabile.
Il Cdr insiste: “Non si è trattato di un contratto integrativo ma solo della fissazione di alcuni punti sul multimediale”. Eccone il contenuto. Superando per la prima volta in Italia una barriera storica tra Internet e giornale, le parti (Cdr, direzione e azienda) hanno concordato di definire un piano di integrazione del lavoro e delle redazioni di Repubblica e Repubblica.it, adattando alle specificità  italiane e di Repubblica i modelli più avanzati già  adottati in alcuni Paesi.
A fronte di questa disponibilità  ad affrontare una diversa organizzazione del lavoro viene stabilito un articolato basato sulla assoluta volontarietà . In sostanza: la redazione del giornale di carta è disponibile dal 1° luglio a fare proposte, segnalazioni di notizie e servizi di approfondimento (ma la copertura delle notizie resta in carico alla redazione di Repubblica.it, quindi non un doppio lavoro) per il sito on line di Repubblica (arrivato oggi a 1 milione 300mila utenti unici al giorno). Verranno integrati l’ufficio centrale del quotidiano e i desk dell’on line. Nel corso della giornata verrà  decisa la scaletta delle notizie e degli approfondimenti. Per questo è previsto un pagamento annuale di 2.400 euro lordi per tutti i 500 giornalisti di Repubblica. È anche previsto un corso di formazione (1.500-1.800 euro) per l’on line e l’uso di foto e videocamere. I servizi con foto e videocamere saranno pagati a parte con un fondo di 50mila euro (sono sempre volontari). Periodo di sperimentazione: un anno, mentre i contributi a Radio Capital e Repubblica Radio Tivù sono pagati a parte come avviene già  oggi.

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