Periodici – Focus. Un brand tentacolare

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 374, Giugno 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Per dieci anni è stato il fenomeno per eccellenza, con una diffusione sempre in crescita fino a toccare il picco delle 790mila copie di media raggiunto nel 2001. Con una formula indovinatissima, che mescola la divulgazione scientifica a una curiosità  assoluta che vieta di scartare a priori anche l’argomento apparentemente più bizzarro, il mensile Focus è stato e rimane il gioiello della Gruner+Jahr/Mondadori. Un brand talmente forte, conosciuto e riconoscibile – “Focus è una bibbia popolare”, aveva detto Enrico Finzi presentando una ricerca Astra Demoskopea realizzata per i dieci anni del mensile – da aver dato vita negli ultimi cinque sei anni a una serie di spin off, tutti di buon successo, che oggi formano un sistema di invidiabile potenza. Però, mentre le testate satellite crescevano, Focus dimagriva progressivamente in diffusione fino alle 617mila copie vendute in media lo scorso anno. “In un certo senso siamo stati i primi concorrenti di noi stessi, ideando testate basate sui temi che più appassionano i lettori e che in parte hanno sottratto diffusione a Focus”, dice il direttore, Sandro Boeri.

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