Comunicazione e pubblicità  – Eni. Campagna sul risparmio petrolifero

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 373, Maggio 2007, di ‘Prima Comunicazione’


L’Eni accetta il rischio massimo: invitare a consumare meglio e quindi meno petrolio, che per lei vuol dire vendere meno. E lo dichiara esplicitamente con una campagna pubblicitaria. Prima che arrivi un altro shock petrolifero
Sembra un paradosso un’azienda che invita a vendere meno i propri prodotti. È quanto sta facendo l’Eni che il 13 maggio ha fatto partire la campagna ’30 per cento: consumare meglio, guadagnarci tutti’. L’idea era nata il 24 agosto 2006, al Meeting dell’amicizia di Rimini. Quando l’amministratore delegato Paolo Scaroni sostenne che “ci lamentiamo per i prezzi alti del petrolio, ma continuiamo imperterriti a perseguire comportamenti e politiche energetiche assolutamente folli. Su questo terreno, i grandi consumatori, Stati Uniti ed Europa in testa, a oggi, hanno fatto poco o niente. Se si riuscisse a convincere il consumatore americano ad acquistare automobili efficienti quanto quelle europee, si risparmierebbero 4 milioni di barili di petrolio al giorno e cioè grosso modo l’intera produzione dell’Iran, il terzo esportatore mondiale di petrolio. In totale si stima che ci siano sotto terra almeno altri 5mila miliardi di barili di petrolio. Abbastanza per soddisfare i consumi crescenti del mondo per i prossimi 70 anni. La nostra sfida è di prolungare l’era degli idrocarburi fossili in attesa che le tecnologie rendano convenienti le fonti energetiche alternative”.

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