Comunicazione e pubblicità  – GroupM. I media digitali guidano la crescita del mercato

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 372, Aprile 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Saranno i media digitali a guidare la crescita del mercato pubblicitario nei prossimi anni nei Paesi occidentali (in quelli in via di sviluppo protagonista resta ancora la tivù). In Europa Internet ha già  raggiunto una quota di mercato del 7% (in Italia del 5%) e quest’anno l’investimento sui media on line crescerà  del 65% rispetto al 2006, molto più degli altri mezzi (la tivù aumenterà  del 23%, i periodici del 13%, l’outdoor del 9%, le radio del 3%, mentre la pubblicità  sui quotidiani scenderà  del 13%). Cifre previsioni sono fornite da GroupM, la parent company dei centri media del gruppo Wpp, un colosso che controlla circa il 30% del mercato pubblicitario mondiale. Federico Rampolla, di recente nominato interaction director di GroupM Italia, traccia un quadro dei media digitali  nel nostro Paese e delle loro prospettive di sviluppo.
“Da Internet all’iptv, alla tv mobile al social network, il digitale sta diventando sempre più pervasivo – afferma Rampolla – ma in Italia gli editori stentano ancora a trovare la propria strada, molti non hanno ancora sviluppato una strategia coerente e duratutura in questo settore. Per un editore (ma il discorso vale anche per le agenzie e le aziende in genere), oggi sono possibili tre strategie nel confronti del digitale: stare a guardare, il che vuol dire uscire dal mercato; seguire quello che fanno gli altri, copiare: un comportamento molto diffuso in Italia, che in pratica significa rinunciare alla leadership; oppure giocare, impegnarsi in prima persona; e questa a mio parere è l’unica strategia possibile”.
Guardando i dati di diffusione, si scopre che in molti casi Internet sta già  sopravanzando i giornali come mezzo di informazione quotidiana: se nel caso del Corriere della Sera le copie diffuse ancora superano gli utenti unici del sito Corriere.it, per Gazzetta dello Sport e Repubblica, invece, ci sono già  più utenti unici che copie diffuse. “È vero che alcuni mercati esteri sono più maturi del nostro – prosegue Rampolla – ma anche noi comunque abbiamo già  superato il punto di svolta. La quota di mercato della comunicazione on line sta crescendo rapidamente e prima o poi arriveremo al sorpasso rispetto agli altri media.”

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