Istituzioni e partiti – Piemonte. Più qualità  nell’informazione locale

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 371, Marzo 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Una nuova legge per puntare alla qualità  dell’informazione locale. Ma, soprattutto, per affermare quella ‘competenza concorrente’ che il titolo 5 della Costituzione ha attribuito alla Regioni e che alcuni presidenti, come la piemontese Mercedes Bresso (Ds), ritengono strategica nel vasto mare del federalismo all’italiana.
Il progetto per la comunicazione e l’informazione locale, che la giunta regionale piemontese ha approvato e che nelle prossime settimane approderà  in aula, contiene due novità  principali rispetto alla vecchia legge del 1990. La prima ha l’obiettivo di svegliare il mondo, un po’ sonnacchioso, dell’editoria locale (600mila copie complessive vendute dai periodici locali e una cinquantina di emittenti televisive, solo la metà  delle quali, tuttavia, hanno un sia pur piccolo rilievo informativo) destinando i fondi ai migliori progetti di innovazione. Non più contributi a pioggia, quindi, ma sostegno agli editori, o ai raggruppamenti tra editori, che sceglieranno di rinnovarsi, producendo, ad esempio, informazione anche on line. La seconda punta dritta al cuore del problema, un’informazione televisiva che, anche a livello nazionale, non sa o non vuole rappresentare la diversità  italiana.

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