Comunicazione e pubblicità  – Mini. Punta tutto sul marketing psicologico

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 371, Marzo 2007, di ‘Prima Comunicazione’


La sensazione è che di Mini ce ne siano sempre di più in giro, come se le linee di produzione della fabbrica di Oxford aumentassero di continuo. Che in parte è vero. Ma è vero soprattutto che i manager della Mini – come racconta il brand manager, Nicola Giorgi – puntano tutto sul marketing psicologico per impattare l’homo esteticus del Terzo Millennio mentre si fa una endovena di Mini, cominciando dalla fanaleria: per avere una Mini tutta sua, irripetibile
Il marketing di Mini fa venire in mente Nereo Rocco, non per il catenaccio bensì per la marcatura a uomo, mai visto un pressing così implacabile. Il target è lì, al centro dell’area, pardon del mercato, e loro non lo mollano mai: sanno tutto di lui, lo seguono come un’ombra, ne anticipano i desideri, gli costruiscono attorno un mondo bellissimo, lo coccolano, gli trovano lavori, gli arredano la casa, gli fanno le valigie quando parte, lo fanno divertire… Nicola Giorgi, brand manager Mini, li chiama i ‘Territori della marca’ e mentre ne fa l’elenco: “Siamo attivi nel cinema, design, community, punti vendita, brand experience, web, eventi, guerrilla marketing…” ci si accorge che non manca niente, c’è l’universo mondo, tutto, al completo.

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