Televisione – Rai. Intervista a Bruno Pellegrino

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 370, Febbraio 2007, di ‘Prima Comunicazione’


 “Trasferire una rete Rai e una rete Mediaset sul digitale terrestre è un errore, perché così si disperdono risorse e non si creano nuove opportunità  imprenditoriali. Passando al digitale terrestre quando è ancora un mercato frammentato, le due reti vedranno ridursi sensibilmente il bacino degli ascolti e della pubblicità . Senza contare che è un gesto politicamente odioso che solleverà  molte polemiche”. Lo afferma Bruno Pellegrino. Ex senatore del Psi ed ex consigliere di amministrazione della Rai, da sempre impegnato sui temi della comunicazione e dell’organizzazione culturale, Pellegrino nel 1992 ha scritto un libro, ‘Rai spa’, in cui proponeva un riassetto strategico complessivo per Viale Mazzini basato sull’idea di fare della Rai una holding e affidarne il controllo istituzionale a una authority con la forma giuridica della fondazione. Proprio uno dei tasselli principali della proposta di riforma presentata ora dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni.
 “Invece di amputare Rai e Mediaset, il ministro dovrebbe accelerare il passaggio al digitale anticipando la data al 2010 e concentrare tutte le energie per raggiungere questo obiettivo”, afferma Pellegrino. “L’industria della televisione italiana ha già  perso l’appuntamento del colore, poi quello del cavo, cerchiamo di non arrivare in ritardo anche con il digitale. Il ministro Gentiloni ha davanti un’occasione d’oro per passare alla storia. Al digitale prima o poi si arriverà . Ma se il passaggio diventasse un grande progetto nazionale, le televisioni potranno progettarlo in modo meno convulso e più razionale”.
Secondo Pellegrino, un intervento sull’analogico andava fatto anni fa. “Oggi”, spiega, “ritengo sia poco produttivo penalizzare delle aziende che già  devono affrontare il trauma del passaggio al digitale. Passaggio che obbligherà  tutto il mercato a ripensarsi. A cominciare proprio da Rai e Mediaset, due aziende che hanno esaurito la spinta propulsiva. Prosperano ancora sulla loro rendita di posizione, ma mostrano vistosi segni di indebolimento”.
“L’accelerazione del digitale imporrà  ai due network di fare subito quel restyling che non riescono a fare, aiutandole a uscire dall’impasse e ad affrontare le nuove sfide”, prosegue Pellegrino. Sarà  un forte trauma ma si apriranno nuove opportunità . Con la moltiplicazione dei canali si dovranno riconvertire interamente i vecchi modelli editoriali, produttivi e commerciali. Ma si potrà  riorganizzare l’offerta su target specifici e affiancare ai contenuti free anche i contenuti a pagamento che nella tecnologia analogica sono preclusi”.

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