Rubriche – Lettera da Parigi. Così Lagardère Cancella Hachette

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 370, Febbraio 2007, di ‘Prima Comunicazione’


Le assemblee sindacali non hanno mai fatto il pieno ad Hachette Filipacchi Medias. Ma dal 25 gennaio – giorno in cui il presidente Arnaud Lagardère e il nuovo direttore generale Didier Quillot hanno comunicato agli analisti finanziari la strategia pluriennale – il vasto anfiteatro di Levallois Perret, sede delle attività  nella carta stampata, non è più sufficiente a ospitare i partecipanti: giornalisti, amministrativi e persino i commerciali della concessionaria Interdeco, che non vantano certo spiccate tradizioni sindacali.
L’inquietudine monta, perché lo spazio che Lagardère e Quillot intendono riservare alla stampa si restringe a ogni loro nuova dichiarazione.
Cominciamo dal nome: ribattezzando Lam, Lagardère Active Media, il nuovo gruppo ‘integrato’, Arnaud Lagardère ha cancellato d’un tratto il glorioso marchio Hachette, uno dei più conosciuti e amati dai francesi. Ora pare voglia sopprimere anche la M di Media, cioè ufficializzare l’assorbimento della stampa – e del suo management – da parte del settore audiovisivo. Ma non è solo questione di marchi e di sigle. “Non bisogna avere alcuna nostalgia della carta stampata”, ha affermato Lagardère rivolgendosi ai giornalisti. “Le vendite dei periodici sono in crisi in tutto il mondo, e la tendenza non si invertirà . Anzi, la stampa prima o poi scomparirà  e in un certo senso se lo merita. Non abbiamo più l’obiettivo di essere il primo editore mondiale di periodici”.
Qual è, allora, la nuova strategia? “Essere uno dei leader nella fornitura di contenuti su tutti i media, in particolare su quelli digitali”. Attualmente però il digitale rappresenta meno dell’1% del fatturato del gruppo. Come diventerà  il settore trainante?
Didier Quillot ha fissato come obiettivo per il 2010 che “tra il 5 e il 10% del fatturato” venga realizzato su Internet. A questo obiettivo lavorano 250 persone, dirette da Julien Billot, anch’egli proveniente come Quillot da France Télécom, così come il nuovo capo della divisione internazionale, Carlo D’Asaro Biondo, proviene da America Online France. Ma questa crescita a tappe forzate su Internet – oggi Lam ha meno di 50 siti e dovrebbe averne 100 entro il 2007 – richiederà  cospicui investimenti. Inoltre la nuova strategia si fonda anche su un aumento immediato della redditività : un punto di margine in più ogni anno per i prossimi tre anni. I risultati finanziari verranno quindi dai risparmi – 70 milioni l’anno fino al 2009 – concentrati sulla stampa. In tre direzioni: prima, la chiusura o la vendita di tutte le testate “strutturalmente deficitarie”. Si parla di almeno 20 delle 249 pubblicazioni del gruppo nel mondo. In Francia per ora sono due, L’Echo des Savanes e Top Famille, ma entro l’anno potrebbero chiudere il mensile di cinema Première e i femminili Isa e Jeune et Jolie. Seconda: l’uscita da tutti i Paesi in cui la presenza è considerata inferiore alla massa critica. Non ne farebbero parte Italia, Spagna, Gran Bretagna, Usa, e nemmeno i mercati emergenti di Cina e Russia. Terza: la riduzione dell’organico del 7-10%, cioè un migliaio di persone in meno di cui almeno 200 in Francia. Se a questo si aggiunge il blocco generalizzato degli stipendi per il 2007, si capisce meglio perché le assemblee sindacali siano d’improvviso così frequentate.


LAGARDÈRE SI PRENDE IL ‘FIGARO’?
Serge Dassault potrebbe vendere il gruppo Figaro dopo le elezioni presidenziali. Nicolas Sarkozy, favorito nei sondaggi e compagno di partito di Dassault, sarebbe già  intervenuto presso il suo amico Arnaud Lagardère, patron di Lagardère Active Media (Lam), per assicurarsi che il quotidiano che ne sta sostenendo la campagna elettorale non cada domani in mani nemiche. Il Figaro costa caro – almeno mezzo miliardo di euro – ma Lagardère potrebbe sbarazzarsi di parte o di tutte le azioni di Canal+, al cui interno il suo gruppo non svolge alcun ruolo decisionale.
Che interesse potrebbe avere Arnaud Lagardère per il Figaro? Donne, giovani, automobile, musica, people e informazione: sono questi i sei poli su cui il suo gruppo investirà . In prospettiva dovrebbero costituire l’ossatura di Lam, la cui precedente organizzazione per canali di diffusione (stampa, radio, tivù, Internet) viene ritenuta obsoleta da Lagardère. Attualmente il gruppo non dispone però di contenuti leader nel campo dell’informazione, se si escludono il domenicale Le Journal du Dimanche e Paris Match, entrambi inesistenti su Internet. Ci sarebbe, è vero, una partecipazione del 15% in Le Monde, che ha promesso da quasi due anni a Lagardère il controllo della sua concessionaria di pubblicità . Ma prendere una quota più alta del capitale di Le Monde viene considerato difficile e persino inopportuno.


È nato il gratuito di Bolloré e ‘Le Monde’
Dopo un’inflazione di falsi annunci, Matin Plus ha finalmente visto la luce il 6 febbraio. Il quotidiano gratuito del mattino finanziato al 70% da Vincent Bolloré – presidente di Havas, primo azionista di Aegis ed editore di Direct Soir (gratuito del pomeriggio) – e al 30% da Le Monde conta una ventina di pagine, di cui sei realizzate dalle redazioni di Le Monde (Francia) e di Courrier International (esteri). Il resto (foto, servizi e spettacoli) è fornito dalla redazione di Direct Soir.
Quella di Matin Plus è una scommessa difficile, in un momento in cui lo sviluppo di questo mercato rallenta tanto che Direct Soir stenta a trovare spazio a fianco di 20 Minutes e Metro. Ma Bolloré si dice disposto a investire 50 milioni e ad attendere cinque anni per raggiungere il break even. Non pare tuttavia che a Le Monde la pensino allo stesso modo.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale