Rubriche – Lettera da Londra. BSkyB: La media company siamo noi

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 369, Gennaio 2007, di ‘Prima Comunicazione’


BSkyB, l’operatore britannico di televisione a pagamento via satellite, ha archiviato un anno straordinario, non soltanto per i risultati raggiunti in termini di numero di abbonati, vicini ormai agli 8,5 milioni, quanto per il suo riuscito riposizionamento nell’ampio mercato che si forma grazie all’integrazione fra servizi televisivi, nuovi servizi web e servizi di telecomunicazione.
Dopo la mossa a sorpresa dell’acquisto, per 940 milioni di sterline, di una quota del 17,9% dell’operatore di televisione commerciale Itv, BSkyB ha chiuso il mese di dicembre acquistando per poco meno di 100 milioni di sterline il gruppo 365 Media, uno dei leader, per numero di utenti e per ricavi, nel mercato delle informazioni e delle scommesse sportive via Internet. BSkyB, già  protagonista di numerose acquisizioni di servizi web di successo, conta ora di sviluppare una forte integrazione fra le scommesse via televisione digitale in cui è leader di mercato e quelle via Internet.
Ma l’integrazione fra televisione e Internet si gioca ormai sempre più direttamente sul versante della vera e propria offerta televisiva. In questo campo, BSkyB ha subito contrastato il lancio da parte di Bt di un servizio di video on demand via adsl, annunciando un nuovo servizio che permetterà  ai possessori di decoder satellitare dotato di hard disk di accedere on demand a una selezione di contenuti continuamente aggiornati. Sono già  più di 2 milioni gli utenti Sky Plus, il decoder di BSkyB che permette di registrare su hard disk i programmi satellitari e poi rivederli nel momento che si desidera. Ora BSkyB pensa di offrire il cosiddetto push video on demand e alla fine del 2007 lancerà  un servizio che permetterà  agli utenti di comperare appunto programmi a singolo titolo. Il push vod sembra essere una soluzione alternativa al video on demand puro che necessita di una rete con canale di ritorno e che è divenuto il cavallo di battaglia di Bt per il suo ingresso sul mercato televisivo.
Forse meglio e prima di tutti gli altri operatori televisivi, il gruppo di Rupert Murdoch, guidato dal figlio James, ha capito già  due anni fa che il futuro della televisione digitale si gioca nel nuovo mercato degli audiovisivi di rete e che le diverse piattaforme di connessione competeranno fra loro in modo sempre più diretto, aggregando e integrando servizi diversi: telefonia mobile e fissa, connessione broadband, televisione lineare (a palinsesto) e televisione non lineare (on demand); televisione su televisore e neo televisione su personal computer.
Nel corso del 2006 BSkyB ha esplicitato bene la sua strategia che si snoda su tre versanti: mantenere la leadership sul mercato televisivo (a tutti i costi, verrebbe da dire, visto l’esborso per l’acquisizione di Itv); contrastare le insidiose offerte integrate, televisione più telefonia più banda larga, di operatori come Ntl-Virgin, Bt e ora anche Tiscali; infine, occupare gli ambiti più redditizi del nuovo mercato audiovisivo via web. Un posizionamento a tutto campo in quello che James Murdoch dichiara essere un mercato di 20 miliardi di sterline (circa 30 miliardi di euro) e dunque ben più ampio del solo mercato televisivo che ne vale circa 10, includendo il canone che alimenta la Bbc.
Sul mercato televisivo, obiettivo di BSkyB è mantenere e rafforzare la leadership nella televisione su televisore per acquisire clienti ed evitare che altri soggetti possano vincere nella battaglia fra le piattaforme di televisione digitale che vede la moltiplicazione delle formule e una progressiva crescita dei cosiddetti consumi non lineari. A settembre 2006, sul mercato britannico si contavano già  18,5 milioni di nuclei familiari in grado di ricevere servizi di televisione digitale. Si tratta di circa il 73% del totale del numero di famiglie. Fino al switch off del segnale analogico, previsto nel 2012, l’obiettivo dei diversi player è quello di mantenere i propri clienti e acquisirne di nuovi. Quasi 7 milioni di famiglie passeranno al digitale e riceveranno servizi multicanale. Non tutte si accontenteranno della sola offerta gratuita di Freeview. Molte famiglie potrebbero essere sempre più attratte dai pacchetti integrati e visto che Bt è scesa in campo e Tiscali ha deciso di puntare sul rilancio dell’offerta di HomeChoice, servizio storico ma mai decollato della televisione via adsl in Gran Bretagna, BSkyB cercherà  di non perdere terreno di fronte all’affermazione delle nuove piattaforme. In gioco ci sono il mantenimento e lo sviluppo di ampie comunità  di utenti che chiedono più servizi a prezzi più bassi ma anche più flessibilità : vogliono poter accedere a programmi televisivi in diverse modalità , vedere i video via pc e con lo stesso pc parlare al telefono gratuitamente, usare poi il cellulare in casa come fosse un cordless e usare il telefono fisso con le tariffe della telefonia su Internet. Contenuti e connessione sono insomma alle soglie di un processo straordinario di integrazione. BSkyB sembra voler dire agli operatori di tlc: la media company siamo noi. O almeno, noi siamo la prima media company sul mercato. E di fatto è così.
I broadcaster evidentemente non stanno a guardare ma possono fare poco o nulla, perché nella partita per la conquista delle utenze telemediali di tipo proprietario non hanno voce in capitolo; non hanno abbonati a cui vendere canali, né programmi e servizi avanzati aggiuntivi televisivi e di telecomunicazione. I broadcaster vendono l’attenzione di anonimi telespettatori agli inserzionisti in un mercato televisivo in cui la televisione gratuita perde quote rispetto all’avanzare di quella a pagamento. In Gran Bretagna la pay tv totalizza il 45% dei ricavi complessivi del settore televisivo. Alla televisione gratuita è rimasto il 55% composto in gran parte dal canone di Bbc che non è una risorsa contendibile ed è esposta alle dinamiche di mercato. Solo nel 2000, la quota di mercato della pay tv era pari al 32% e i ricavi della televisione gratuita al 68%. Il sorpasso tra pay tv e televisione gratuita potrebbe avvenire già  nel 2008.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

ERRATA CORRIGE – Gazzetta del Sud e Giornale di Sicilia

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione di ‘Uomini Comunicazione’

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale

La nuova edizione del ‘Grande Libro dell’Informazione’ disponibile con ‘Prima’ in edicola e in digitale