Sindacati – Fnsi e Ordine. Ma chi sono questi giornalisti?

L’articolo riprodotto su Primaonline.it è un estratto di quello pubblicato nel numero 369, Gennaio 2007, di ‘Prima Comunicazione’


La vertenza per il contratto nazionale ha messo sotto i riflettori una categoria di cui si sa poco. Forniamo qualche dato su quanti sono, quanto guadagnano e sul numero degli iscritti al loro sindacato
Una vicenda “del tutto oscura, male impostata, male gestita e male comunicata”. Così, senza troppi giri di parole, il guru delle relazioni pubbliche italiane Toni Muzi Falconi definisce, sul sito della sua organizzazione, la Federazione italiana dei comunicatori pubblici (Ferpi), la paralisi che ormai da settimane blocca qualsiasi confronto tra giornalisti ed editori, senza che si intravedano a breve prospettive di ripresa delle trattative. Muzi Falconi dialoga a distanza con una studentessa aspirante comunicatrice che sollecita la solidarietà  della sua categoria alla vertenza dei giornalisti, dato che “come lei stesso ha più volte ribadito le due professioni (comunicatori e giornalisti: ndr) restano comunque interdipendenti e hanno bisogno l’una dell’altra”.
Mentre il sito della Ferpi (www.ferpi.it) ospitava il botta e risposta tra la venticinquenne ‘idealista’ e arrabbiata e lo scettico Toni Muzi (“la questione dei precari sollevata dalla Fnsi, sindacato nazionale dei giornalisti, è un alibi”), sul fronte degli editori si apriva il primo e per ora unico spiraglio, con la proposta della Rai di aprire comunque le trattative per il contratto integrativo dei propri giornalisti “senza con questo pregiudicare le scelte e la condotta della Fieg sul piano della vertenza nazionale”.

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